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Tavola apparecchiata in un ristorante di Torino

Esperienze

I migliori ristoranti e trattorie di Torino

Pubblicato il 16 gennaio 2024 · aggiornato il 10 settembre 2026 · 8 min di lettura

Torino si mangia bene e si mangia diversamente dal resto d’Italia. Non è una città di pizza e di mare: è una città di burro, di carne cruda, di paste ripiene piccolissime e di vini che vengono dalle colline a un’ora di strada. Se ci passi qualche giorno, questa guida ti serve più di una classifica.

La classifica che i torinesi guardano

Si chiama I Cento di Torino, la pubblica EDT e esce ogni anno. La particolarità è come divide la città: cinquanta ristoranti e cinquanta piole, in due classifiche separate e con la stessa dignità. Il criterio è il conto: sopra i trenta euro si sta nella prima lista, sotto nella seconda.

Non è una distinzione tra buono e meno buono. È una distinzione tra due modi di mangiare, e a Torino esistono davvero entrambi.

I primi dieci ristoranti dell’edizione più recente sono Condividere, Del Cambio, La Limonaia, Cannavacciuolo Bistrot, Ristorante Carignano, Unforgettable, Casa Vicina, Consorzio, Al Gatto Nero e Magazzino 52 (elenco completo). La classifica cambia ogni anno: se stai leggendo questa pagina molto dopo l’ultimo aggiornamento, controlla l’edizione in corso.

Cos’è una piola, il ristorante tipico torinese

È la parola torinese per l’osteria: tavoli vicini, tovaglia a quadri o carta, poche portate scritte a mano, vino della casa. Le migliori sono piene a mezzogiorno di gente che lavora lì vicino, e questo è il segnale più affidabile che esista.

Una piola non prende prenotazioni via mail e non ha un sito. Si telefona, e si telefona presto.

I piatti tipici: cosa ordinare

Se hai poche cene a disposizione, questi sono i piatti che a Torino si fanno meglio che altrove.

  • Vitello tonnato. Fettine di carne fredda con salsa al tonno. Nella versione tradizionale la salsa non ha maionese.
  • Agnolotti del plin. Ravioli piccolissimi chiusi a mano con un pizzicotto, che è quello che vuol dire plin. Si mangiano al sugo d’arrosto, al burro, o al tovagliolo, cioè nudi.
  • Carne cruda battuta al coltello. Non è una tartare alla francese: è carne piemontese battuta a mano, con olio, sale e limone.
  • Bagna càuda. Da ottobre a febbraio. Aglio, acciughe e olio, tenuti caldi al centro del tavolo, in cui si intingono le verdure. È un piatto da condividere e da serata lunga.
  • Bollito misto. D’inverno, con le sue salse.
  • Bonet. Il dolce al cioccolato e amaretti con cui si chiude.

Da bere, i vini delle Langhe e del Monferrato: Barbera per tutti i giorni, Nebbiolo e Barolo per le occasioni. E se ordini un caffè a fine pasto, in inverno prova il bicerin: caffè, cioccolata e crema di latte in un bicchiere di vetro, senza mescolare.

Come funziona una serata a Torino

  • L’aperitivo è una cosa seria. Tra le sei e le otto molti locali servono un buffet insieme al bicchiere. È nato qui e in alcune zone è quasi una cena: se hai prenotato un tavolo per le nove, tienine conto. Come funziona, e in quali quartieri farlo, è in l’aperitivo a Torino.
  • Si cena presto rispetto al sud. Alle otto e mezza le sale sono piene, e in molte piole alle undici si spengono le luci.
  • Molti chiudono la domenica sera e il lunedì. È la regola più disattesa dai visitatori, e il modo più comune di restare senza cena.
  • Prenota, sempre. Le tavole buone sono piccole. Nelle settimane degli eventi, come quella delle ATP Finals, prenotare il giorno stesso è quasi impossibile: si fissano i tavoli quando si prenota la casa.

Dove cercare, quartiere per quartiere

  • Quadrilatero Romano. La maggiore concentrazione di locali in poche vie pedonali, dietro Porta Palazzo. Ottimo per l’aperitivo, affollato nel fine settimana.
  • San Salvario. La zona che negli ultimi anni ha cambiato di più: cucine giovani, cucine di altri paesi, prezzi vari. A due passi da Porta Nuova.
  • Centro, tra piazza Castello e via Roma. I ristoranti storici e i caffè ottocenteschi. Formale e più caro.
  • Vanchiglia. Piccola, di quartiere, frequentata da chi ci abita.
  • Borgo Po e la collina. Si attraversa il fiume e i prezzi cambiano; in cambio, la vista.
  • Crocetta. Residenziale e tranquilla, con tavole classiche e un mercato che vale la visita al mattino.

Sono anche i quartieri in cui gestiamo case: chi soggiorna con noi trova nelle istruzioni di arrivo il caffè per la colazione, il mercato più vicino e i posti dove andiamo noi. Com’è dormire in ciascuno è in dove dormire a Torino, e come funziona il soggiorno nella pagina Torino.

E i mercati

Porta Palazzo è il più grande mercato all’aperto d’Europa e al mattino è uno spettacolo in sé: frutta e verdura, formaggi, pesce, spezie. Se hai una cucina — e in un appartamento ce l’hai — è il modo più economico e più torinese di mangiare bene una sera su tre. Gli altri luoghi da vedere in città sono in dieci luoghi da visitare a Torino.

Una nota onesta

Non prendiamo commissioni dai ristoranti e non ne segnaliamo nessuno in cambio di nulla. La classifica citata è di un editore terzo, e i consigli sopra sono quelli che diamo agli ospiti delle case che gestiamo. I locali aprono e chiudono: prima di uscire, una telefonata.

Come si prenota una casa nostra e chi risponde durante il soggiorno è scritto nella pagina per gli ospiti.

Domande frequenti

Qual è la migliore guida ai ristoranti di Torino?

I Cento di Torino, pubblicata da EDT e aggiornata ogni anno. Divide la città in cinquanta ristoranti e cinquanta piole, con il conto sopra o sotto i trenta euro come criterio di separazione.

Cos’è una piola?

È la parola torinese per l’osteria: tavoli vicini, poche portate, vino della casa, conto contenuto. Le migliori sono piene a mezzogiorno di gente che lavora lì vicino.

Cosa si mangia di tipico a Torino?

Vitello tonnato, agnolotti del plin, carne cruda battuta al coltello, bagna càuda d’inverno, bollito misto, bonet come dolce. Da bere, i vini delle Langhe e del Monferrato.

In quale quartiere conviene cercare da mangiare?

Il Quadrilatero Romano per la concentrazione di locali e per l’aperitivo, San Salvario per le cucine giovani, il centro per i ristoranti storici, Vanchiglia e Crocetta per le tavole di quartiere.

Bisogna prenotare?

Sì, quasi sempre: le tavole buone sono piccole. E molti locali chiudono la domenica sera e il lunedì. Nelle settimane degli eventi conviene fissare i tavoli quando si prenota l’alloggio.

A che ora si cena a Torino?

Presto rispetto al sud: alle otto e mezza le sale sono piene e in molte piole alle undici si chiude. Prima c’è l’aperitivo, tra le sei e le otto, che in alcuni locali è quasi una cena.

A cura della redazione di Maison Métropole.

Un soggiorno bianco con divani chiari, una lampada da terra e le tende mosse davanti alla vetrata

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