A Torino l’aperitivo si fa di solito tra le sei e mezza e le nove di sera: un vermouth o un bicchiere di vino, e qualcosa da mangiare che il locale porta con il bicchiere o mette su un banco. Quando il cibo basta per saltare la cena, diventa apericena. Le zone dove farlo sono poche e si riconoscono: il Quadrilatero Romano, San Salvario, piazza Vittorio, Vanchiglia e i caffè storici del centro. E il bicchiere più torinese che ci sia, il vermouth, è nato qui, in una bottega di piazza Castello, nel 1786.
Il vermouth, l’aperitivo nato a Torino
Nel 1786 Antonio Benedetto Carpano, arrivato a Torino dal Biellese, inventò il suo primo vermouth in una bottega di piazza Castello, quella del liquorista Luigi Marendazzo. Nella bottega dei Carpano, nel 1870, nacque anche il Punt e Mes (MuseoTorino).
Il Vermouth di Torino è un vino aromatizzato. Si parte da vino italiano, si aggiungono alcol, zucchero, erbe e spezie, e l’erba che non può mancare è l’artemisia, coltivata o raccolta in Piemonte. Le regole stanno in un disciplinare riconosciuto dal Ministero dell’agricoltura nel 2017, e dal 2019 i produttori hanno un loro consorzio (Consorzio del Vermouth di Torino).
Come si beve: freddo, liscio o con ghiaccio, con una scorza di limone o d’arancia. Così lo servono anche i locali che aderiscono a Extra Vermouth, l’iniziativa di Turismo Torino che accompagna il bicchiere con cinque assaggi di prodotti piemontesi, uno dei quali dolce, come vuole la tradizione.
Come funziona l’aperitivo a Torino
- L’orario. Si comincia verso le sei e mezza e si va avanti fino alle otto e mezza o alle nove. Dopo, chi non ha fatto apericena va a cena.
- Cosa si ordina. Un vermouth, un bicchiere di Barbera o di un bianco piemontese, un cocktail. Nessuno ti guarda storto se prendi un analcolico.
- Cosa arriva da mangiare. Dipende dal posto: un piattino al tavolo, un banco di stuzzichini a cui servirsi, oppure un buffet vero e proprio. In molti locali il cibo è compreso nel prezzo del bicchiere, in altri si ordina a parte: se ti interessa, chiedilo prima di sederti.
- La cena dopo. Se l’aperitivo è stato ricco e hai prenotato un tavolo per le nove, tienine conto. A Torino, poi, si cena presto: alle otto e mezza molte sale sono già piene.
- Il fine settimana. Il venerdì e il sabato le zone più note si riempiono presto. Se siete in tanti, telefona prima.
Aperitivo o apericena: la differenza
L’Accademia della Crusca definisce l’apericena un «aperitivo, servito insieme con una ricca serie di stuzzichini e accompagnato da assaggi di piatti differenti, salati e dolci, che può essere consumato al posto della cena» (la scheda della Crusca). La parola è registrata dal 2002 e, per la Crusca, è meglio usarla al maschile: un apericena, non una.
In Piemonte l’idea è più vecchia della parola. La merenda sinoira era il pasto del tardo pomeriggio che nelle campagne prendeva il posto della cena: pane, salumi, formaggi, acciughe, frittate, verdure. Qualche locale in città la propone ancora con questo nome, ed è il modo più piemontese di fare apericena.
Dove fare l’aperitivo a Torino, quartiere per quartiere
Non ti diciamo in quale locale andare: non li abbiamo provati uno per uno, e i locali aprono e chiudono. Ti diciamo dove cercare.
- Quadrilatero Romano. Le vie pedonali tra via Garibaldi e Porta Palazzo, con i tavolini nelle piazzette. È la maggiore concentrazione di locali in poche strade, ed è affollato nel fine settimana.
- San Salvario. Intorno a largo Saluzzo e nelle vie vicine, a due passi da Porta Nuova. La sera si riempie di gente giovane, e i prezzi sono di ogni tipo.
- Piazza Vittorio e il Po. La grande piazza porticata scende verso il fiume, e dall’altra parte ci sono la Gran Madre e la collina. È l’aperitivo con la vista.
- Vanchiglia. Dietro la Mole, intorno a piazza Santa Giulia e a via Vanchiglia: locali di quartiere, pubblico di studenti e di gente che ci abita.
- I caffè storici del centro. Sotto i portici tra piazza Castello, via Po e piazza San Carlo ci sono i caffè storici, alcuni aperti nell’Ottocento. È l’aperitivo più formale e più caro, e il vermouth ci sta bene.
- Borgo Po. Passato il ponte, intorno alla Gran Madre: poche vie, più tranquille.
Sono quartieri vicini tra loro. In una sera se ne vedono due, e fra l’uno e l’altro si cammina.
Dopo l’aperitivo
Se l’aperitivo non è diventato cena, i ristoranti tipici e le piole, divisi per zona come qui, sono nella guida ai migliori ristoranti e trattorie di Torino: cosa ordinare, come si prenota, perché la domenica sera molti sono chiusi.
Se hai qualche giorno in città, il resto del programma è in dieci luoghi da visitare a Torino. E da fine ottobre a gennaio l’aperitivo si fa bene anche dopo un giro sotto le Luci d’Artista: le date sono in Torino a Natale.
Dove dormire per fare l’aperitivo a piedi
Se l’aperitivo è una parte del viaggio, dormi dove si fa. In centro, a San Salvario o a Vanchiglia torni a casa a piedi, senza guardare l’orario dell’ultimo tram e senza cercare un taxi il sabato sera. Sono quartieri in cui gestiamo case.
Un consiglio onesto: nelle vie più animate il venerdì e il sabato si sente. Se hai il sonno leggero, chiedici se la casa dà sulla strada o sul cortile prima di prenotare. Tutti i quartieri, con stazioni e trasporti, sono in dove dormire a Torino; le case libere si vedono dalla pagina per gli ospiti, e cosa trovi nelle case di Torino è nella pagina della città.
Domande frequenti
A che ora si fa l’aperitivo a Torino?
Di solito dalle sei e mezza alle otto e mezza o alle nove di sera. Il venerdì e il sabato le zone più frequentate si riempiono presto, e chi fa apericena spesso resta fino a tardi. Se dopo hai prenotato una cena, lascia un po’ di margine.
Qual è la differenza tra aperitivo e apericena?
L’aperitivo è un bicchiere con qualcosa da mangiare prima di cena. L’apericena, nella definizione dell’Accademia della Crusca, è un aperitivo con stuzzichini e assaggi di piatti che si può consumare al posto della cena. Il bicchiere è lo stesso, cambia quanto si mangia.
Dove fare l’aperitivo a Torino?
Nel Quadrilatero Romano, a San Salvario intorno a largo Saluzzo, in piazza Vittorio verso il Po, a Vanchiglia intorno a piazza Santa Giulia e nei caffè storici del centro, sotto i portici. Sono zone vicine tra loro: in una sera se ne vedono due a piedi.
Perché il vermouth è legato a Torino?
Perché è nato qui: nel 1786 Antonio Benedetto Carpano inventò il suo primo vermouth in una bottega di piazza Castello. Oggi il Vermouth di Torino ha un disciplinare riconosciuto nel 2017: vino italiano e artemisia coltivata o raccolta in Piemonte.
Come si prenota una casa Maison Métropole a Torino?
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A cura della redazione di Maison Métropole.



