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Affitto per un mese a Torino: come funziona

Pubblicato il 31 agosto 2026 · 7 min di lettura

Se ti servono trenta giorni o meno, a Torino una casa la prenoti come per una vacanza: è un affitto breve, non c’è un contratto di locazione da registrare e paghi il soggiorno. Se ti fermi di più, da poco più di un mese fino a diciotto, serve un contratto transitorio: un contratto vero, sul modello fissato per legge, con un motivo che lo giustifichi, come il lavoro o lo studio, e un canone che a Torino sta nelle fasce dell’accordo territoriale. Per gli studenti universitari c’è anche un contratto apposito, da sei mesi in su.

Le regole sui contratti cambiano con i decreti e con gli accordi locali: prima di firmare verifica sulle fonti linkate.

Affitto breve o contratto transitorio: dove passa il confine

Il confine sono i trenta giorni.

  • Fino a trenta giorni è una locazione breve. Si prenota da un portale o da una piattaforma, come Airbnb o Booking.com, e i contratti di locazione abitativa che non superano i trenta giorni nell’anno fra le stesse parti non vanno registrati, come spiega l’Agenzia delle Entrate.
  • Oltre i trenta giorni si entra nei contratti di locazione veri e propri. Per chi resta qualche mese la forma giusta è il contratto transitorio, previsto dall’articolo 5 della legge 431 del 1998 e regolato dal decreto ministeriale del 16 gennaio 2017: dura al massimo diciotto mesi e alla scadenza finisce da solo.

Per un mese, quindi, conta il calendario: entro i trenta giorni resti nell’affitto breve, oltre serve un contratto.

Se ti fermi fino a trenta giorni

È il caso più semplice. Scegli la casa, prenoti le date e paghi. Tre cose da sapere prima di arrivare:

  • L’annuncio deve mostrare il CIN, il codice identificativo nazionale che ogni casa in affitto breve deve avere e scrivere negli annunci. Se manca, chiedilo: come si verifica è in come riconoscere un annuncio vero.
  • Ti chiederanno un documento. Chi ti ospita per meno di trenta giorni deve comunicare i tuoi dati alla Questura entro 24 ore dall’arrivo, e prima deve verificare che tu sia la persona del documento. Come funziona è in Alloggiati Web.
  • L’imposta di soggiorno, a Torino, si paga al massimo per sette notti consecutive, non per tutto il mese. Ne sono esenti, con la documentazione richiesta, gli studenti universitari fuori sede iscritti agli atenei dell’area metropolitana, chi si cura in una struttura sanitaria della Città metropolitana e fino a due accompagnatori di chi è ricoverato (Città di Torino).

Il prezzo di un affitto breve può comprendere la pulizia, la biancheria e il wi-fi, che la legge ammette dentro la locazione breve, come spiega la guida dell’Agenzia delle Entrate. Cosa è compreso lo dice l’annuncio.

Se ti fermi di più: il contratto transitorio

Un transitorio si può firmare solo se una delle due parti ha un’esigenza temporanea fra quelle dell’accordo territoriale del Comune, e sopra i trenta giorni va documentata con carte allegate al contratto. A Torino l’accordo territoriale ammette, per l’inquilino:

  • il trasferimento momentaneo della sede di lavoro;
  • un contratto di lavoro a tempo determinato in un comune diverso da quello di residenza;
  • l’attesa di una casa popolare assegnata o di una casa comprata che si libera entro diciotto mesi.

Altri motivi sono ammessi con un’attestazione delle associazioni dei proprietari e degli inquilini che hanno firmato l’accordo: la ricerca e lo studio, la vicinanza momentanea a un familiare che ha bisogno di assistenza, o un’altra esigenza legata a una data certa, scritta nel contratto e documentata.

Il canone, a Torino, non è libero: sta nelle fasce che l’accordo fissa zona per zona, con una maggiorazione se la casa è arredata. Se il contratto non rispetta queste regole, la legge lo riconduce alla durata di un normale 4+4. Come funziona per intero è in affitto transitorio: come funziona.

Se sei uno studente universitario iscritto a un corso in un comune diverso da quello in cui risiedi, c’è il contratto per studenti, da sei mesi a tre anni.

Cosa chiedere prima di firmare

Queste domande valgono per qualunque casa, nostra o no.

  1. Che contratto è? Oltre i trenta giorni deve essere un transitorio, o un contratto per studenti, scritto sul modello dell’accordo. Se ti propongono di restare mesi con una prenotazione breve dopo l’altra, chiedi perché: per un soggiorno lungo il contratto giusto è un altro.
  2. Quale motivo ci scriviamo, e con quali documenti? Tienili pronti: la lettera dell’azienda, il contratto a termine, l’iscrizione all’università o il documento dell’ospedale.
  3. Chi registra il contratto, e quando? Nel modello del decreto la registrazione la fa il proprietario, entro trenta giorni, e te ne dà comunicazione. Chiedi la ricevuta.
  4. Quanto è la cauzione, e come torna? Per legge non può superare tre mensilità del canone e produce interessi a tuo favore (articolo 11 della legge 392 del 1978). Ti viene restituita alla fine, dopo il controllo dello stato della casa.
  5. Cosa è compreso nel canone? Luce, gas, acqua, riscaldamento, internet, spese condominiali: fattele scrivere, e chiedi se si pagano a forfait o a consumo. Gli oneri accessori, come le spese di condominio, si dividono fra proprietario e inquilino secondo la tabella allegata al decreto.
  6. E se devo andarmene prima? Nel modello del transitorio l’inquilino può recedere per gravi motivi, con una raccomandata e il preavviso scritto nel contratto. Leggilo prima di firmare.
  7. C’è un verbale di consegna? Un elenco di com’è la casa quando entri, meglio con le foto, evita discussioni quando esci.

Due cose ancora. Se non sei cittadino dell’Unione europea, entro 48 ore dalla consegna chi ti affitta la casa deve comunicare la tua presenza all’autorità di pubblica sicurezza, anche se il contratto è registrato, come spiega la Questura di Genova. E la residenza non sei obbligato a spostarla: segue la dimora abituale, e un’assenza temporanea non la cambia, come dice l’articolo 2 della legge 1228 del 1954.

In quale quartiere cercare

Chi resta qualche mese ha un indirizzo da raggiungere ogni mattina, e la casa si sceglie da lì.

  • Il Politecnico ha la sede centrale in corso Duca degli Abruzzi, alla Crocetta, il quartiere residenziale e tranquillo che si stende oltre la ferrovia di Porta Nuova.
  • L’Università ha il Campus Luigi Einaudi sul Lungo Dora, a Vanchiglia, e le materie umanistiche a Palazzo Nuovo, in via Sant’Ottavio.
  • Gli ospedali sono quelli della Città della Salute e della Scienza, con le Molinette in corso Bramante, il Sant’Anna e il Regina Margherita, più il CTO. Prima di scegliere, chiedici quanto ci vuole dalla casa al reparto.
  • Il centro e San Salvario vanno bene se lavori in centro o se vuoi la stazione di Porta Nuova e la metropolitana sotto casa.

Com’è vivere in ciascuno di questi quartieri, con i collegamenti, è in dove dormire a Torino.

Come si fa con noi

Per un soggiorno di qualche notte, fino a trenta, le case libere sono sul nostro portale: ci arrivi dalla pagina per gli ospiti o dalla pagina di Torino.

Per uno o più mesi non si passa dal portale. A Torino abbiamo case che si affittano da uno a dodici mesi, con un contratto transitorio o per studenti: arredate e pronte, con le bollette e il condominio già a posto e una persona sola a cui scrivere. Il contratto è scritto sul modello dell’accordo territoriale, lo registriamo noi, e la consegna si fa con il verbale e le foto di ogni stanza. Come lavoriamo è nella pagina sulla gestione degli affitti transitori a Torino.

Quale casa sia libera nei tuoi mesi non possiamo dirlo qui. Scrivici le date, il motivo del soggiorno e quante persone siete: chiamaci al 011 1962 0297, scrivici su WhatsApp al +39 351 361 3447 o usa il modulo di contatto, e ti diciamo cosa c’è.

Domande frequenti

Si può affittare casa per un mese a Torino?

Sì. Fino a trenta giorni è un affitto breve, che si prenota come una vacanza, senza contratto da registrare. Oltre i trenta giorni serve un contratto transitorio, con un motivo documentato come il lavoro o lo studio e un canone dentro le fasce dell’accordo territoriale di Torino.

Che differenza c’è fra affitto breve e contratto transitorio?

L’affitto breve dura al massimo trenta giorni, si prenota da un portale o da una piattaforma e non si registra. Il transitorio dura fino a diciotto mesi, si scrive sul modello fissato per legge, richiede un motivo documentato e va registrato all’Agenzia delle Entrate entro trenta giorni.

Quali documenti servono per un contratto transitorio a Torino?

Un documento d’identità e le carte che provano il motivo: la lettera dell’azienda per un trasferimento, il contratto di lavoro a termine, l’iscrizione a un corso. Per la ricerca, lo studio o l’assistenza a un familiare l’accordo di Torino chiede anche un’attestazione delle associazioni che l’hanno firmato.

Quanto può essere la cauzione in un affitto transitorio?

Per legge non più di tre mensilità del canone, con gli interessi a favore dell’inquilino. Viene restituita alla fine del contratto, dopo il controllo dello stato della casa: per questo conviene firmare un verbale di consegna con le foto quando entri.

Le bollette sono comprese in un affitto mensile?

Dipende dal contratto: possono essere comprese a forfait o pagate a parte a consumo, e vanno scritte. Nell’affitto breve paghi il prezzo della prenotazione, e cosa comprende lo dice l’annuncio. Nelle case che affittiamo noi per qualche mese le bollette e il condominio sono già a posto.

Per un affitto di un mese devo spostare la residenza a Torino?

No, se vivi abitualmente altrove: la residenza segue la dimora abituale, e un’assenza temporanea non la cambia. Se invece a Torino ti trasferisci davvero, la residenza va chiesta al Comune.

A cura della redazione di Maison Métropole.

Un soggiorno bianco con divani chiari, una lampada da terra e le tende mosse davanti alla vetrata

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