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Guide per chi affitta

Alloggiati Web: come si comunicano gli ospiti alla Questura

Pubblicato il 3 luglio 2026 · 5 min di lettura

Chi affitta casa per meno di 30 giorni deve comunicare alla Questura i dati di ogni ospite entro 24 ore dall’arrivo, sul portale Alloggiati Web della Polizia di Stato; se il soggiorno dura meno di un giorno, subito. Prima di comunicarli bisogna aver verificato che l’ospite sia la persona del documento: il documento mandato in chat, da solo, non basta.

Vale per chi affitta da privato come per gli alberghi, e si può affidare a chi gestisce la casa. Qui trovi come si ottengono le credenziali, i tempi, cosa è cambiato con il self check-in e come funziona la delega.

Le istruzioni operative cambiano da Questura a Questura e la materia si è mossa più volte negli ultimi due anni: prima di muoverti, controlla la pagina della Questura della tua provincia.

Cos’è Alloggiati Web

È il portale della Polizia di Stato su cui si comunicano le generalità delle persone alloggiate. Sono le vecchie «schedine», che dal 2013 si mandano solo per via telematica. Il servizio è gratuito e si usa anche da smartphone o tablet.

Dopo ogni invio il portale rilascia una ricevuta digitale, disponibile dal giorno successivo: va scaricata e conservata per cinque anni. Non serve stamparla.

Chi deve comunicare gli ospiti alla Questura

L’obbligo nasce dall’articolo 109 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che riguarda alberghi, case vacanze e affittacamere. Dal 2018 una norma di interpretazione lo applica espressamente anche a chi affitta o subaffitta una casa, o una parte, con contratti di durata inferiore a trenta giorni. L’affitto breve pubblicato su Airbnb o su Booking rientra in pieno.

Non conta che tu affitti da privato o in forma d’impresa, né quante notti resta l’ospite: basta una notte.

Come si ottengono le credenziali

Le credenziali si chiedono alla Questura della provincia in cui si trova la casa, con il modulo pubblicato sul suo sito, di solito via PEC. La Questura di Roma, per esempio, accetta le domande solo così, con tutta la documentazione in un unico file PDF.

La Questura verifica i dati e manda le credenziali in pochi giorni, al massimo in trenta. Finché non le hai, non puoi ospitare: lo scrive la Questura di Grosseto nelle sue risposte alle domande frequenti, per una ragione che vale ovunque, cioè che senza credenziali non si può comunicare nessuno. Per questo si chiedono insieme al codice regionale e al CIN, non la settimana del primo arrivo.

Dal 2022 si entra con un set di codici personali ricevuti al momento dell’abilitazione. Se perdi la password, il codice PUK permette di ripristinarla da soli.

Entro quando: 24 ore, e meno per le notti singole

La regola generale è entro 24 ore dall’arrivo. Per i soggiorni più brevi di un giorno, che spesso è il caso della notte singola, i tempi si stringono: il portale chiede di inviare i dati all’arrivo stesso, e le Questure indicano al più tardi sei ore, come la Questura di Roma. La regola pratica è una: si comunica il giorno dell’arrivo, appena l’ospite è entrato.

Qualche dettaglio che conta:

  • Si registrano tutti gli ospiti, bambini compresi. Gli estremi del documento servono per il capofamiglia o il capogruppo.
  • Si comunica il numero di notti dichiarato all’arrivo. Se l’ospite resta di più o parte prima, non si comunica niente; oltre i 30 giorni si fa una nuova registrazione.
  • I dati inviati non si correggono. Se sbagli, fai subito un nuovo invio con i dati giusti.
  • Se il portale non funziona, e solo in quel caso, la Questura indica un’alternativa, di solito la PEC: le istruzioni sono sulla pagina della tua Questura.
  • I dati degli ospiti non si tengono: una volta scaricata la ricevuta, vanno cancellati. Si conserva la ricevuta.

Il self check-in e l’identificazione de visu

La legge permette di alloggiare solo persone munite di un documento d’identità. Con la circolare del 18 novembre 2024 il Capo della Polizia ha ribadito che chi ospita deve verificare de visu, cioè guardando la persona, che il documento sia di chi entra. Il check-in da remoto non basta: documenti mandati online e un codice per la porta, o una cassetta portachiavi all’ingresso, senza che nessuno abbia visto l’ospite.

Il TAR del Lazio aveva annullato la circolare. Il Consiglio di Stato, con la sentenza 9101 del 2025, pubblicata il 21 novembre 2025, ha ribaltato quella decisione: la circolare è legittima e l’obbligo di identificazione resta.

La stessa sentenza chiarisce però cosa vuol dire de visu. Non per forza una persona sulla porta: la verifica può avvenire anche con un videocollegamento predisposto all’ingresso, purché accerti in quel momento che chi entra è il titolare del documento. La sentenza porta come esempio uno spioncino digitale. Quello che non va è la procedura alla cieca: documento in chat, codice, porta aperta.

Quindi il self check-in non è vietato. È vietato entrare senza che qualcuno abbia verificato chi sei. La cassetta portachiavi può restare, ma non può essere l’unico passaggio.

La delega a chi gestisce la casa

Non devi per forza farlo tu. La Questura di Roma lo scrive nella sua pagina su Alloggiati Web: chi gestisce affitti di appartamenti privati per periodi sotto i 30 giorni può registrarsi e fare le comunicazioni per conto dei proprietari. Il portale ha anche una modalità pensata per chi gestisce più appartamenti.

Se deleghi, chiarisci tre cose:

  1. Chi identifica gli ospiti all’arrivo, e come: chi comunica i dati deve averli verificati.
  2. Con quali credenziali si fanno le comunicazioni: le tue o quelle del gestore.
  3. Chi conserva le ricevute per cinque anni, e come le vedi tu se ti servono.

Come lo facciamo noi

Nelle case che gestiamo, Alloggiati Web fa parte della gestione come il CIN e il codice regionale: le credenziali, la comunicazione di ogni ospite e l’ingresso li seguiamo noi. Non ti mandiamo un elenco di cose da fare, le facciamo.

Come lavoriamo, dall’arrivo degli ospiti al rendiconto di fine mese, è nel metodo; cosa comprende la gestione è nella pagina gestione affitti brevi. Gli altri obblighi di chi affitta, in ordine e con un calendario, sono nella guida affitti brevi: le regole e gli obblighi del proprietario. Se vuoi partire dalla tua casa, la stima è gratuita.

Domande frequenti

Chi deve comunicare gli ospiti alla Questura?

Chi dà alloggio: alberghi, case vacanze, affittacamere e, dal 2018, anche chi affitta o subaffitta una casa con contratti sotto i 30 giorni, da privato o da impresa. Si può delegare a chi gestisce la casa, che si registra sul portale e comunica per conto del proprietario.

Entro quanto tempo va fatta la comunicazione ad Alloggiati Web?

Entro 24 ore dall’arrivo. Per i soggiorni più brevi di un giorno il portale chiede l’invio all’arrivo stesso e le Questure indicano al più tardi sei ore. Conviene comunicare il giorno stesso, appena l’ospite è entrato.

Vanno registrati anche i bambini?

Sì, ogni ospite va registrato, anche minorenne. Gli estremi del documento si indicano per il capofamiglia o il capogruppo.

Il self check-in è vietato?

No. È vietato far entrare un ospite senza averne verificato l’identità: documento in chat e codice della porta non bastano. Il Consiglio di Stato, confermando la circolare del 2024, ha chiarito che la verifica può avvenire anche con un videocollegamento all’ingresso, se accerta in quel momento chi sta entrando.

Cosa faccio se ho sbagliato un dato?

I dati inviati non si possono correggere, né da te né dalla Questura. Si fa subito un nuovo invio con i dati giusti.

Per quanto tempo vanno conservate le ricevute?

Cinque anni. La ricevuta è un file che il portale rende disponibile il giorno dopo l’invio: basta scaricarlo e conservarlo, non serve stamparlo. I dati degli ospiti, invece, vanno cancellati una volta ottenuta la ricevuta.

A cura della redazione di Maison Métropole.

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