Maison Métropole
Un estintore dentro la sua cassetta rossa a muro, nella luce di taglio del pomeriggio

Guide per chi affitta

Estintore e rilevatori di gas negli affitti brevi: cosa serve

Pubblicato il 6 luglio 2026 · 5 min di lettura

Ogni casa affittata per brevi periodi deve avere almeno un estintore portatile per piano e i rilevatori di gas combustibile e di monossido di carbonio, funzionanti. Lo chiede la stessa legge che ha introdotto il CIN, e vale anche per chi affitta da privato. Dai rilevatori si è esonerati solo se la casa non ha un impianto a gas e il rischio è escluso con certezza; l’estintore serve sempre.

Qui trovi cosa dice esattamente la norma, quanti estintori servono e di che tipo, dove vanno, e cosa fare con i rilevatori.

Le indicazioni tecniche possono cambiare: prima di comprare, verifica sulle fonti linkate o chiedi a un tecnico abilitato.

Cosa dice la legge

L’obbligo è nel comma 7 dell’articolo 13-ter del decreto-legge 145/2023, quello del CIN. Dice che tutte le case date in locazione per finalità turistiche o con locazione breve sono dotate di «dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e del monossido di carbonio funzionanti nonché di estintori portatili a norma di legge».

Tre parole contano più delle altre. La norma dice «in ogni caso» e «tutte»: non importa se affitti da privato o in forma d’impresa. Dice «funzionanti»: un rilevatore con la batteria scarica non basta. E quando chiedi il CIN dichiari di averli, perché la domanda è una dichiarazione sostitutiva che attesta anche questi requisiti.

I controlli spettano al Comune, attraverso la polizia locale. Cosa rischia chi affitta senza i dispositivi lo stabilisce il comma 9 dello stesso articolo, per ogni violazione accertata.

L’estintore: quanti, quali, dove

  • Quanti. Uno ogni 200 metri quadrati di pavimento, o frazione, con un minimo di uno per piano. Un appartamento su un piano solo, sotto i 200 metri quadrati, ne vuole uno; una casa su due piani, almeno due.
  • Quali. Per il tipo la legge rimanda al punto 4.4 del decreto del Ministro dell’Interno del 3 settembre 2021: capacità estinguente non inferiore a 13A e carica di almeno 6 kg o 6 litri. Se in casa si tengono liquidi infiammabili, serve anche una capacità non inferiore a 89B.
  • Dove. In posizione accessibile e visibile, vicino agli ingressi e alle zone di maggior pericolo. In una casa, di solito, vuol dire vicino alla porta d’ingresso e alla cucina.

Lo stesso punto del decreto dà un’indicazione utile anche in un appartamento: nei locali chiusi considera opportuni gli estintori a base d’acqua, perché quelli a polvere riducono la visibilità e possono irritare pelle e mucose. Il testo del decreto, con le note dei Vigili del Fuoco, è nel documento pubblicato dal Corpo.

I rilevatori di gas e di monossido

Sono due cose diverse, a volte riunite nello stesso apparecchio. Il rilevatore di gas combustibile avverte se nell’aria c’è metano o GPL, per esempio da un fornello rimasto aperto. Il rilevatore di monossido di carbonio avverte della presenza di un gas senza odore che si forma quando qualcosa brucia male: una caldaia, uno scaldabagno, una stufa.

Per i rilevatori la legge non indica altezze né distanze: si seguono le istruzioni del produttore, che dicono dove montarli rispetto agli apparecchi.

Se la casa non ha il gas. Il Ministero del Turismo ha chiarito, nelle sue risposte alle domande frequenti riprese dalla nota della Regione Lombardia sul CIN, che sono esonerati dai rilevatori i locatori di case «non dotate di impianto a gas» e per le quali sia «escluso, con certezza, il rischio di rilasci incontrollati di gas combustibili o di formazione di monossido di carbonio».

Le due condizioni vanno insieme. Una casa con il piano a induzione ma con un camino, o con una stufa a legna o a pellet, il monossido lo può produrre lo stesso: lì il rilevatore serve. E l’esonero riguarda solo i rilevatori: l’estintore resta obbligatorio.

Privato o impresa: cosa cambia

I dispositivi valgono per tutti. Chi affitta in forma d’impresa ha un obbligo in più, scritto nello stesso comma: gli impianti della casa devono avere i requisiti di sicurezza previsti dalle norme statali e regionali. Se gli impianti vanno rifatti, cosa serve in pratica è in ristrutturare casa per affittarla.

Le regioni che ne parlano, come la Lombardia e la Sardegna, riprendono la regola nazionale per le case in locazione. La Regione Lombardia precisa anche che queste previsioni non si applicano alle strutture ricettive non alberghiere esercitate in una casa privata, come i B&B, che hanno regole proprie. Se la tua casa è una struttura ricettiva e non una locazione, chiedi all’ufficio turismo della tua regione.

Tutti gli altri obblighi di chi affitta, dal codice regionale alla comunicazione degli ospiti, sono nella guida affitti brevi: le regole e gli obblighi del proprietario.

Come li installiamo noi

Prima di pubblicare una casa passiamo dalla preparazione: fotografie, allestimento, dotazioni. È lì che guardiamo estintori e rilevatori: quanti ne servono per la metratura e i piani, se in casa c’è il gas, dove metterli perché si vedano entrando e siano vicini alla cucina. Se manca qualcosa, prima di comprarlo ti mandiamo un preventivo, come per ogni spesa di allestimento.

Poi i dispositivi entrano nel controllo delle dotazioni che la squadra delle pulizie fa dopo ogni soggiorno, insieme alla segnalazione di quello che manca o va riparato. E la richiesta del CIN, con la dichiarazione sui requisiti di sicurezza, fa parte delle pratiche che seguiamo noi: la facciamo su una casa che abbiamo visto.

Le fasi, dal sopralluogo al rendiconto, sono nel metodo; la procedura del codice nazionale è nella guida al CIN per gli affitti brevi. Se vuoi sapere cosa serve alla tua casa, e cosa può rendere, la stima è gratuita.

Domande frequenti

L’estintore è obbligatorio negli affitti brevi?

Sì, in ogni casa affittata per finalità turistiche o con locazione breve, anche da privato. Serve un estintore portatile ogni 200 metri quadrati di pavimento o frazione, con un minimo di uno per piano, come stabilisce l’articolo 13-ter del decreto-legge 145/2023.

Quanti kg deve avere l’estintore?

La legge rimanda al decreto del Ministro dell’Interno del 3 settembre 2021: carica minima di 6 kg o 6 litri e capacità estinguente non inferiore a 13A. Per i locali chiusi lo stesso decreto considera opportuni gli estintori a base d’acqua.

Serve il rilevatore di gas se ho il piano a induzione?

Puoi farne a meno solo se in casa non c’è nessun impianto a gas e il rischio di fughe di gas o di monossido è escluso con certezza, secondo il chiarimento del Ministero del Turismo. Un camino o una stufa a legna o a pellet possono produrre monossido: in quel caso il rilevatore serve.

Dove va messo l’estintore?

In posizione accessibile e visibile, vicino agli ingressi e alle zone di maggior pericolo, come dice la legge. In un appartamento di solito vuol dire vicino alla porta d’ingresso o alla cucina, e comunque almeno uno per piano.

Serve anche il rilevatore di fumo?

La norma nazionale non lo chiede: elenca i rilevatori di gas combustibile e di monossido di carbonio e gli estintori portatili. Puoi aggiungerlo, ma non è tra i requisiti che dichiari quando chiedi il CIN.

Vale anche per chi affitta senza partita IVA?

Sì. La legge dice «in ogni caso, tutte le unità immobiliari»: estintori e rilevatori servono anche a chi affitta da privato. Chi affitta in forma d’impresa deve in più avere gli impianti a norma secondo le regole statali e regionali.

A cura della redazione di Maison Métropole.

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