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Un soggiorno con un divano in pelle color cuoio, una lampada di vimini sospesa e un tappeto di fibra naturale, fra pareti color sabbia

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Il contratto con il property manager: cosa deve esserci

Pubblicato il 7 luglio 2026 · 7 min di lettura

Un contratto con il property manager deve dire, nero su bianco, sei cose: che tipo di mandato gli dai, per quanto tempo e come se ne esce, come e quando si fanno i pagamenti, cosa ti rendiconta, chi risponde dei danni e quanto costa, voce per voce. Se una di queste manca o è scritta in modo vago, chiedila prima di firmare: dopo è più difficile.

Qui trovi cosa guardare, non un modello da copiare. Un contratto si legge sulla tua casa e sulla tua situazione.

Le regole cambiano: prima di firmare, verifica sulle fonti linkate e, per i dubbi fiscali o legali, con il tuo commercialista o un avvocato.

Che contratto è: un mandato

Quando affidi la casa a un gestore, di solito firmi un mandato: il contratto con cui una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto dell'altra. È la definizione dell'articolo 1703 del codice civile, e da lì discende quasi tutto il resto. Il mandato si presume a pagamento (articolo 1709): il compenso va scritto.

Non esiste un modello obbligatorio. Un punto di riferimento sì: la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, insieme a Rescasa Lombardia, ha preparato un contratto tipo di mandato al property manager per la gestione di locazioni brevi e di media durata. Non sei tenuto a usarlo, ma leggerlo accanto al contratto che ti propongono aiuta a vedere cosa manca.

C'è anche una strada diversa, che non è un mandato: il gestore prende la casa in affitto da te, e tu ricevi un canone fisso concordato. È una locazione, con regole sue, ed è spiegata in sublocazione e rent to rent.

Con rappresentanza o senza

È la prima riga da cercare, perché decide chi è la controparte dell'ospite o dell'inquilino.

  • Con rappresentanza. Il gestore agisce in nome tuo (articolo 1704). I contratti con gli ospiti o con gli inquilini li firma lui, ma sono tuoi: il locatore sei tu, e a te fanno capo diritti e obblighi.
  • Senza rappresentanza. Il gestore agisce in nome proprio. Per legge acquista lui i diritti e assume lui gli obblighi verso i terzi, e i terzi non hanno alcun rapporto con te (articolo 1705).

Nessuna delle due è sbagliata in sé. Conta sapere quale stai firmando, e che il resto del contratto sia coerente: a nome di chi è l'annuncio, chi compare nelle ricevute, chi registra i contratti di locazione che superano i trenta giorni, chi chiede il CIN e il codice della regione.

Quanto dura, e come se ne esce

Il contratto deve dire quanto dura, se si rinnova da solo e con quale preavviso si disdice. Il codice civile dà una cornice. Di regola puoi revocare il mandato, ma se era a tempo determinato e lo revochi prima della scadenza senza una giusta causa devi risarcire il danno; se era a tempo indeterminato, devi dare un congruo preavviso (articoli 1723 e 1725). Vale anche al contrario: il gestore che rinuncia senza giusta causa risponde dei danni, e deve farlo in modo che tu possa organizzarti (articolo 1727).

Dentro quella cornice il contratto aggiunge preavvisi e, a volte, penali. Cerca la risposta a queste domande:

  • Quanto preavviso serve, e c'è una penale se esci prima della scadenza?
  • Le prenotazioni già confermate per i mesi dopo l'uscita chi le segue, e a chi va il compenso?
  • L'annuncio sulle piattaforme è sul tuo account o sul suo? Cosa succede all'annuncio e alle recensioni quando il rapporto finisce?
  • Entro quando ti restituisce chiavi, documenti e credenziali?

I pagamenti, nero su bianco

Modalità e tempi dei pagamenti si concordano prima di firmare, e si scrivono nel contratto: non si lasciano a un accordo a voce. Accanto a quelli, il contratto deve dire:

  • su cosa si calcola il compenso: sul lordo pagato dall'ospite o sul netto dopo le commissioni delle piattaforme;
  • quali spese sono a tuo carico, chi le approva e con quali giustificativi;
  • come si gestisce l'imposta di soggiorno, dove il Comune la applica, e come compare nei conti;
  • negli affitti medi e lunghi, come si fa la riconsegna della casa: il verbale, con le foto del suo stato.

Per gli affitti brevi la legge prevede anche adempimenti fiscali a carico degli intermediari che intervengono nel pagamento, comprese le piattaforme: chi è tenuto e come si applicano lo spiega l'Agenzia delle Entrate nella pagina dedicata alle locazioni brevi. Cosa significano per il tuo contratto, chiedilo al commercialista prima di firmare.

Il rendiconto: un obbligo, non una cortesia

Il gestore deve renderti conto di quello che fa: lo dice l'articolo 1713 del codice civile. Lo stesso articolo aggiunge che la dispensa preventiva dal rendiconto non ha effetto quando il gestore deve rispondere per dolo o colpa grave. Un contratto che non parla di rendiconto, o lo lascia «a richiesta», è un segnale da non ignorare.

Scrivi nel contratto ogni quanto lo ricevi e cosa contiene. Un rendiconto utile riporta almeno le prenotazioni del periodo, quanto ha pagato ogni ospite, le commissioni delle piattaforme, il compenso del gestore e le spese con le ricevute, voce per voce.

Chi risponde dei danni

I danni fatti dagli ospiti. Chi li documenta, entro quanto tempo si apre la richiesta di rimborso sulla piattaforma, chi segue la pratica e chi paga la parte che non viene rimborsata.

I danni fatti dal gestore. Il codice chiede al mandatario la diligenza del buon padre di famiglia (articolo 1710). Una clausola che esclude ogni sua responsabilità, anche per i suoi errori, va discussa prima di firmare.

Le spese e le polizze. Fino a quale importo il gestore può spendere senza chiederti il permesso, e chi sceglie i tecnici. Quale polizza copre la casa, a nome di chi, e se il gestore ne ha una per la sua attività.

Nella stessa parte del contratto vanno gli adempimenti: CIN, codice regionale, comunicazione degli ospiti alla Polizia di Stato. Se li fa il gestore, il contratto deve dirlo, e deve dire chi ne risponde se uno salta.

Le domande da fare prima di firmare

  1. Il mandato è con o senza rappresentanza?
  2. Quanto dura, si rinnova da solo, e quanto preavviso serve per uscire?
  3. Come e quando si fanno i pagamenti, e dove lo scriviamo?
  4. Il compenso si calcola sul lordo o sul netto delle commissioni delle piattaforme, e cosa comprende, voce per voce?
  5. Ogni quanto ricevo il rendiconto, e cosa c'è dentro?
  6. Chi apre le richieste di rimborso per i danni, e chi paga quello che non viene rimborsato?
  7. Fino a quale importo spendi senza chiedermelo?
  8. Chi fa CIN e comunicazione degli ospiti, chi ne risponde, e come si gestisce l'imposta di soggiorno?
  9. C'è un'esclusiva, o posso affittare la casa anche da solo? Come blocco le date che mi servono?
  10. Chi decide i prezzi, e posso fissare un minimo sotto cui non scendere?

Le risposte le vuoi scritte nel contratto, non dette al telefono.

Come lavoriamo noi

Lavoriamo con il modello spiegato in property management: come funziona: una percentuale sulle prenotazioni confermate, nessun canone mensile, nessun costo di attivazione. La percentuale non la pubblichiamo: te la scriviamo nella stima, dopo aver visto la casa.

Tu decidi il prezzo minimo e le date che tieni per te, e approvi le spese che non sono manutenzione ordinaria. Ogni mese ricevi il rendiconto: le prenotazioni, le spese e la nostra commissione, voce per voce. Modalità e tempi dei pagamenti li concordiamo con te e li scriviamo nel contratto. CIN, codice regionale e comunicazione degli ospiti li facciamo noi; l'imposta di soggiorno si applica secondo il regolamento del Comune, che fissa tariffe ed esenzioni, e come gestirla nella tua casa lo definiamo con te. Per gli aspetti fiscali il riferimento è il tuo commercialista; se hai un dubbio, chiedici. Se un ospite fa un danno, lo documentiamo e apriamo la richiesta di rimborso sulla piattaforma su cui ha prenotato. Le fasi, dal sopralluogo al primo rendiconto, sono nel metodo.

Le dieci domande qui sopra falle anche a noi. Si comincia dalla stima gratuita, che non ti impegna. Se stai ancora decidendo fra un gestore e un'agenzia, la differenza è in affittare casa tramite agenzia.

Domande frequenti

Esiste un contratto tipo per il property manager?

Non c'è un modello obbligatorio. Come riferimento esiste il contratto tipo di mandato al property manager preparato dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi con Rescasa Lombardia. Serve per confrontare, non da firmare così com'è: ogni casa ha le sue esigenze.

Meglio un mandato con o senza rappresentanza?

Con la rappresentanza il gestore firma in nome tuo e i contratti con gli ospiti sono tuoi. Senza, agisce in nome proprio e verso i terzi risponde lui. Nessuna delle due è sbagliata: conta che il resto del contratto, dagli annunci ai pagamenti, sia coerente con quella scelta.

Posso recedere dal contratto prima della scadenza?

Il mandato si può sempre revocare, ma se è a tempo determinato e lo revochi prima del termine senza giusta causa devi risarcire il danno (articolo 1725 del codice civile). Il contratto può aggiungere preavvisi e penali: leggili prima di firmare, insieme a cosa succede alle prenotazioni già confermate.

Il contratto con il property manager va registrato?

Non è un contratto di affitto, quindi non segue l'obbligo di registrazione delle locazioni. Se e come registrarlo dipende dalla forma del contratto e dalla posizione fiscale di chi lo firma: chiedilo al tuo commercialista. Vanno registrati, invece, i contratti di locazione oltre i trenta giorni che il gestore stipula per la tua casa.

Chi paga se un ospite fa un danno?

Dipende da cosa dice il contratto, ed è per questo che deve dirlo. Le domande sono chi documenta il danno, chi apre la richiesta di rimborso sulla piattaforma e chi paga la parte non rimborsata. I danni causati da un errore del gestore sono un'altra cosa, e una clausola che lo esonera da tutto va discussa.

A cura della redazione di Maison Métropole.

Un soggiorno bianco con divani chiari, una lampada da terra e le tende mosse davanti alla vetrata

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