Per affittare casa per brevi periodi in Valle d’Aosta si parte dalla piattaforma online «Locazioni turistiche» della Regione. Da lì mandi al Comune una dichiarazione sulla casa, e il Comune ti rilascia il CIR, il codice identificativo regionale. Con il CIR chiedi il CIN al Ministero del Turismo; poi servono le credenziali di Alloggiati Web, dalla Questura di Aosta, e ogni mese i dati per la statistica, sulla stessa piattaforma. L’imposta di soggiorno, qui, la applicano tutti i Comuni.
Le regole stanno in una legge regionale sola, la 11 del 2023, che vale anche per le imprese. Qui sotto i passaggi in ordine, con le pagine ufficiali, e i Comuni in cui gestiamo case.
La Regione aggiorna la piattaforma e le sue risposte alle domande frequenti, i Comuni tariffe e procedure: prima di muoverti controlla le pagine linkate e, per la parte fiscale, parlane con il tuo commercialista.
Cosa serve per affittare casa in Valle d’Aosta, in ordine
- La dichiarazione al Comune, sulla piattaforma Locazioni turistiche, con SPID, CIE o CNS, prima di cominciare: ti dà il CIR.
- Il CIN, sulla banca dati del Ministero del Turismo. Quando lo chiedi dichiari di avere estintore e rilevatori di gas.
- Le credenziali di [Alloggiati Web](/alloggiati-web-affitti-brevi/), dalla Questura di Aosta, che ha un modulo di registrazione per i privati.
- Se la casa è in un condominio con un amministratore, entro trenta giorni dalla dichiarazione gli comunichi la data di avvio e il CIR. La Regione offre un fac-simile di lettera.
Il quadro valido in tutta Italia è nella guida affitti brevi: le regole e gli obblighi del proprietario.
La legge regionale sulle locazioni turistiche
La legge regionale 11 del 2023, in vigore dal 1° novembre 2023, riguarda gli affitti per finalità turistica da una notte a trenta giorni consecutivi, in quelli che chiama alloggi a uso turistico. Sono di due tipi:
- camere della casa in cui vivi, se l’uso come abitazione principale resta prevalente: per la Regione vuol dire non più di 180 giorni l’anno, indicati sulla piattaforma a fine anno per l’anno dopo;
- camere o appartamenti interi in una casa che non è la tua abitazione principale, come la classica seconda casa.
Affittacamere, bed and breakfast e case e appartamenti per vacanze sono un’altra cosa: seguono la legge sulle strutture extralberghiere, e le case per vacanze possono gestirle solo imprese iscritte al registro.
La legge dice anche cosa puoi offrire: accoglienza, un telefono a cui rivolgersi, l’uso di pertinenze come garage o posto auto, la biancheria all’arrivo, le utenze, la manutenzione. La pulizia si fa a ogni cambio di ospite. Colazione, pasti, cambio della biancheria o riassetto delle camere durante il soggiorno sono servizi alberghieri, e qui non sono ammessi.
Il CIR della Valle d’Aosta
Nella dichiarazione indichi indirizzo e dati catastali, camere, posti letto, bagni e sanitari, il consenso del proprietario e, se vuoi, un nome per la casa. I posti letto non si scelgono a piacere: il massimo discende dalle norme igieniche e urbanistiche sulle superfici, e nel dubbio la Regione consiglia un tecnico. Puoi delegare qualcuno: il modulo è sulla pagina della Regione.
Il Comune rilascia il CIR sulla piattaforma, nel formato «Alloggio ad uso turistico - VDA - nome del Comune - numero», e il codice resta legato alla casa. Va reso leggibile su ogni canale in cui la casa è pubblicizzata, portali compresi, da te e da chiunque la promuova. Le risposte della Regione aggiungono l’ingresso della casa e quello dell’edificio, citofono e campanello compresi.
Negli annunci va anche il CIN, che chiede la legge nazionale. Quando entri nella banca dati del Ministero trovi la casa già elencata: apri la scheda, completi i campi vuoti e chiedi il codice. La Regione avverte che lì il CIR è stato ricodificato e non coincide con quello del Comune. Come si legano i due codici è in CIN e CIR: che differenza c’è.
Dati ISTAT, Questura e ingresso degli ospiti
Arrivi e presenze si comunicano sulla piattaforma, in forma anonima, entro il 5 di ogni mese per il mese prima. Se in un mese non è arrivato nessuno non devi fare niente: in Piemonte, per dire, il mese va chiuso anche a zero. Per questa sola comunicazione puoi indicare un operatore che la faccia per te.
I dati di ogni ospite vanno invece su Alloggiati Web, entro 24 ore dall’arrivo. Sull’ingresso, le risposte della Regione chiedono di identificare gli ospiti all’arrivo verificando i documenti, e ammettono la keybox solo per consegnare le chiavi. Cosa è ammesso dopo la sentenza del Consiglio di Stato del 2025 è in self check-in e keybox.
Privato o impresa, pause e contratti più lunghi
Chi affitta in forma d’impresa, dopo il CIR, presenta anche la SCIA allo sportello unico. E non conta solo come ti definisci tu: oltre un certo numero di appartamenti affittati la legge presume l’impresa, e dal 2026 quel numero è più basso. Lo trovi nella guida dell’Agenzia delle Entrate sulle locazioni brevi. In quel caso la Regione chiede di chiudere il CIR da privato, chiederne uno nuovo come impresa, poi il CIN, e di presentare la SCIA con i codici nuovi.
Tre cose in cui la Valle d’Aosta è più semplice:
- Le pause non si comunicano. Se usi la casa per te, la presti ad amici, la chiudi per lavori o la affitti per un motivo non turistico, non fai nulla. In Piemonte un contratto più lungo si comunica alla Regione come sospensione.
- Oltre i trenta giorni non servono Alloggiati Web, dati ISTAT né imposta di soggiorno, ma il contratto va registrato. Il CIR si chiede lo stesso, solo per avere il CIN: sulla piattaforma c’è una spunta apposta.
- Le modifiche alla casa, come posti letto o bagni, si dichiarano prima, con la funzione Modifica; se smetti del tutto, lo dichiari entro sessanta giorni e il CIR viene annullato.
Il reddito segue le regole nazionali, cedolare secca compresa: stanno nell’articolo 4 del decreto-legge 50 del 2017, in vigore fino al 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 passano nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi, il decreto legislativo 117 del 2026, agli articoli 207 e 208. Per il resto fa fede la guida dell’Agenzia delle Entrate, e per il tuo caso il commercialista.
L’imposta di soggiorno in Valle d’Aosta
Dal 1° maggio 2024 l’imposta la applicano tutti i Comuni della regione, anche agli ospiti degli alloggi a uso turistico: lo stabilisce la legge regionale 10 del 2023. Si paga per persona e per notte, con una tariffa fissa che cambia da Comune a Comune: la Regione fissa il minimo, il Comune può aumentarlo entro un limite. È ridotta dal 1° maggio al 15 giugno e dal 1° ottobre al 30 novembre. Sono esenti, fra gli altri, i minori di quindici anni, i residenti in Valle d’Aosta, le persone con disabilità e le notti dopo la settima consecutiva.
Tariffe e scadenze sono sulla pagina della Regione sull’imposta: qui le comunicazioni vanno al Comune due volte l’anno, una per semestre. E una differenza con il resto d’Italia: l’imposta segue solo la legge regionale, e secondo la Regione, per i soggiorni in Valle d’Aosta, la dichiarazione annuale con il modello nazionale non è dovuta.
A Gressoney-La-Trinité e a Roisan
- Gressoney-La-Trinité spiega come funziona nella sua pagina sull’imposta di soggiorno. Il Comune aderisce al servizio online del CELVA, il consorzio degli enti locali.
- Roisan fa parte dell’Unité des Communes Grand-Combin, e l’imposta la gestisce il servizio associato tributi dell’Unité, a Gignod, su appuntamento. Per i Comuni del Grand-Combin il servizio online del CELVA non è attivo: modalità e moduli si chiedono lì.
Cosa facciamo noi
In Valle d’Aosta gestiamo case a Roisan, a nord di Aosta, e a Gressoney-La-Trinité. In queste case la dichiarazione e il CIR, il CIN, Alloggiati Web e i dati ISTAT li seguiamo noi, con la delega del proprietario. Ogni mese ricevi il rendiconto: le prenotazioni, le spese e la nostra commissione, voce per voce. L’imposta di soggiorno si applica secondo il regolamento del Comune, che fissa tariffe ed esenzioni: come gestirla nella tua casa lo definiamo con te. Per gli aspetti fiscali il riferimento è il tuo commercialista; se hai un dubbio, chiedici.
Cosa comprende la gestione è nella pagina gestione affitti brevi. Se hai una casa in Valle d’Aosta e vuoi sapere prima cosa può rendere, la stima è gratuita.
Domande frequenti
Come si ottiene il CIR in Valle d’Aosta?
Con una dichiarazione al Comune in cui si trova la casa, inviata solo attraverso la piattaforma online Locazioni turistiche della Regione, con SPID, CIE o CNS. Servono indirizzo e dati catastali, camere, posti letto e bagni, e il consenso del proprietario. Il Comune rilascia il CIR sulla stessa piattaforma, e il codice resta legato alla casa.
Dove va esposto il CIR in Valle d’Aosta?
Su ogni canale in cui la casa è pubblicizzata, portali compresi: la legge lo chiede al proprietario e a chiunque promuova la casa. Le risposte della Regione aggiungono l’ingresso della casa e quello dell’edificio, citofono e campanello compresi. Negli annunci va anche il CIN, che chiede la legge nazionale.
Serve il CIR anche per affitti più lunghi di 30 giorni?
Sì, ma solo per ottenere il CIN: sulla piattaforma si spunta l’opzione per le sole locazioni oltre i trenta giorni. Per quei contratti non servono Alloggiati Web, dati ISTAT né imposta di soggiorno, ma il contratto va registrato.
Entro quando si mandano i dati ISTAT in Valle d’Aosta?
Entro il 5 di ogni mese, per gli arrivi e le presenze del mese precedente, sulla piattaforma Locazioni turistiche; si possono anche registrare subito, all’arrivo degli ospiti. Se nel mese non è arrivato nessuno non si deve fare niente.
L’imposta di soggiorno si paga in tutti i Comuni della Valle d’Aosta?
Sì: dal 1° maggio 2024 la applicano tutti i Comuni della regione, anche agli ospiti degli alloggi a uso turistico. La tariffa è fissa, per persona e per notte, e cambia da Comune a Comune; in bassa stagione è ridotta. Tariffe e scadenze sono sulla pagina della Regione dedicata all’imposta.
Posso affittare una camera della casa in cui vivo?
Sì, come alloggio a uso turistico, purché l’uso come abitazione principale resti prevalente: per la Regione vuol dire non più di 180 giorni l’anno. A fine anno indichi sulla piattaforma i giorni in cui affitterai l’anno dopo.
Ve ne occupate voi?
Sì, nelle case che gestiamo, con la delega del proprietario: dichiarazione e CIR, CIN, Alloggiati Web e dati ISTAT. L’imposta di soggiorno si applica secondo il regolamento del Comune: come gestirla nella tua casa lo definiamo con te. Restano a te la dichiarazione dei redditi, da vedere con il tuo commercialista, e le pratiche che richiedono la firma del proprietario.
A cura della redazione di Maison Métropole.



