Per affittare casa per brevi periodi in Piemonte, da privato, si parte da una comunicazione online alla Regione. In risposta arrivano il CIR, il codice regionale della casa, e le credenziali di Piemonte Dati Turismo, dove si mandano i dati degli ospiti per la statistica. Con il CIR si chiede il CIN al Ministero del Turismo; poi servono le credenziali di Alloggiati Web e, a Torino, per l’imposta di soggiorno, quello che chiede il Comune sul suo portale, Soggiorniamo.
Chi affitta in forma d’impresa parte invece con la SCIA allo sportello unico del Comune. Qui sotto trovi i passaggi in ordine, con le pagine ufficiali, e cosa cambia a Bardonecchia, a Sauze d’Oulx e a Prato Nevoso, dove gestiamo case in montagna.
Regione e Comuni cambiano moduli e regolamenti anche più volte in un anno: prima di muoverti controlla le pagine linkate e, per la parte fiscale, parlane con il tuo commercialista.
Cosa serve per affittare casa a Torino, in ordine
- La comunicazione alla Regione, o la SCIA al Comune se sei un’impresa: è il passaggio che ti dà il CIR.
- Il CIN, sulla banca dati del Ministero del Turismo, con SPID o CIE. Quando lo chiedi dichiari di avere estintore e rilevatori di gas.
- Le credenziali di [Alloggiati Web](/alloggiati-web-affitti-brevi/), dalla Questura della provincia in cui si trova la casa. Possono servire fino a trenta giorni: chiedile subito.
- L’imposta di soggiorno, dove il Comune la applica, secondo il suo regolamento: a Torino il portale si chiama Soggiorniamo. Cos’è e chi la regola è in la tassa di soggiorno negli affitti brevi.
Poi, a ogni soggiorno, si verifica l’identità dell’ospite, lo si comunica alla Questura entro 24 ore, si registra l’arrivo su Piemonte Dati Turismo e, per l’imposta di soggiorno, si segue il regolamento del Comune. Il quadro valido in tutta Italia è nella guida affitti brevi: le regole e gli obblighi del proprietario. Se hai case anche altrove, le regole delle altre regioni in cui lavoriamo sono nelle guide per Milano e la Lombardia, Roma e il Lazio, la Liguria, la Sardegna e la Sicilia.
Il CIR del Piemonte e Piemonte Dati Turismo
In Piemonte CIR sta per codice identificativo di riconoscimento. Chi affitta da privato lo ottiene con il servizio Locazioni turistiche della Regione, previsto dalla legge regionale 13 del 2017: servono codice fiscale, carta d’identità scansionata e dati catastali. La comunicazione arriva da sola al Comune e alla Provincia o alla Città metropolitana; a te arrivano per email il CIR di ogni casa e le credenziali di Piemonte Dati Turismo, che la Regione chiama anche ROSS 1000.
Tre cose che le domande frequenti della Regione spiegano e che conviene sapere prima:
- I dati catastali non si correggono. Se li sbagli, la locazione va chiusa e registrata di nuovo.
- Il link per impostare la password vale sette giorni. Usalo appena arriva.
- Il CIR va in ogni annuncio. La Regione lo vuole visibile in ogni forma di promozione, portali compresi; il CIN lo chiede la legge nazionale. In Piemonte, negli annunci, vanno tutti e due. Come si legano i due codici è in CIN e CIR: che differenza c’è.
Su Piemonte Dati Turismo gli ospiti si comunicano entro il 10 del mese successivo, anche quando non è arrivato nessuno; i giorni di chiusura si segnano sul calendario della piattaforma.
Imprenditoriale o non imprenditoriale: cosa cambia
La distinzione decide a chi ti rivolgi. Il Comune di Torino lo scrive chiaro: le locazioni in forma non imprenditoriale non passano dal suo sportello unico, si comunicano alla Regione. Quelle in forma d’impresa partono con la SCIA, online su impresainungiorno.gov.it.
La SCIA si firma digitalmente, oppure la compila qualcuno con una tua procura speciale. Chiede una planimetria quotata firmata da un tecnico e le dichiarazioni sui requisiti morali e antimafia. Con la ricevuta del protocollo cominci subito; poi la Città metropolitana registra la casa su Piemonte Dati Turismo e ti manda le credenziali. Lo sportello del Comune non rilascia né il CIR né il CIN.
Non conta solo come ti definisci tu. Oltre un certo numero di appartamenti affittati nello stesso anno la legge presume l’impresa, e dal 2026 quel numero è più basso: lo trovi nella guida dell’Agenzia delle Entrate sulle locazioni brevi. Il Comune di Torino chiede la SCIA anche a chi lo supera.
Se alterni affitto breve e contratto transitorio
A Torino proponiamo spesso di alternare, nella stessa casa, soggiorni brevi e un inquilino di qualche mese. In Piemonte la procedura lo prevede: se interrompi gli affitti brevi per un contratto più lungo di 30 giorni e più breve di diciotto mesi, comunichi alla Regione una sospensione, entro dieci giorni dalla firma. Alla data di fine la locazione turistica si riattiva da sola, e per i mesi sospesi il Comune di Torino non chiede comunicazioni sull’imposta di soggiorno.
La sospensione non è retroattiva e non si annulla né si accorcia: le date vanno scelte con cura. Per le ferie, dei lavori o qualche settimana in cui usi la casa tu non serve: basta segnare i giorni chiusi su Piemonte Dati Turismo. Come funziona il contratto è nella guida all’affitto transitorio; come lo gestiamo noi, in affitti medi a Torino.
L’imposta di soggiorno a Torino
La paga chi dorme a Torino senza esservi residente, per persona e per notte, fino a sette notti consecutive. Dal 1° aprile 2026 vale il nuovo regolamento n. 349, con tariffe nuove che trovi sulla pagina del Comune per i gestori. Con il nuovo regolamento le sette notti si contano sull’anno solare: un soggiorno a cavallo di due trimestri non riparte da zero.
Sono esenti, fra gli altri, i bambini sotto i tredici anni e gli studenti universitari fuori sede iscritti agli atenei dell’area metropolitana.
Portale, ricevute per gli ospiti, cadenza delle comunicazioni e scadenze sono sulla stessa pagina del Comune: a Torino passa tutto da Soggiorniamo. Sulle prenotazioni fatte su Airbnb l’ospite paga l’imposta sulla piattaforma, come Airbnb ha annunciato nel 2024; il Comune chiede comunque di indicare quei soggiorni nelle comunicazioni.
Chi ne risponde verso il Comune lo dice la legge nazionale, e la regola riguarda anche le piattaforme: è l’articolo 4 del decreto-legge 50 del 2017, in vigore fino al 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 la disciplina passa nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi, il decreto legislativo 117 del 2026, agli articoli 207 e 208. Per il resto del fisco fa fede la guida dell’Agenzia delle Entrate, e per il tuo caso il commercialista.
In montagna: Bardonecchia, Sauze d’Oulx, Prato Nevoso
La parte regionale è la stessa in tutto il Piemonte. Cambiano la provincia e il regolamento del Comune.
La provincia. Bardonecchia e Sauze d’Oulx sono nella Città metropolitana di Torino; Prato Nevoso è una frazione di Frabosa Sottana, in provincia di Cuneo. Su Piemonte Dati Turismo una nuova casa si aggiunge allo stesso utente solo se sta nella stessa provincia: con un appartamento a Torino e uno a Prato Nevoso le utenze sono due. E per Prato Nevoso le credenziali di Alloggiati Web le rilascia la Questura di Cuneo.
L’imposta di soggiorno. Ogni Comune ha regolamento, portale e scadenze propri:
- Sauze d’Oulx applica dal 1° maggio 2025 un nuovo regolamento: l’imposta vale tutto l’anno, e le comunicazioni seguono tre periodi legati alla stagione, non i trimestri.
- Bardonecchia chiede nel suo regolamento comunicazioni a trimestre, anche senza pernottamenti, e ogni anno il conto giudiziale, che a Torino il Comune non chiede.
- Prato Nevoso segue il regolamento di Frabosa Sottana.
Se affitti la casa per l’intera stagione con un contratto per finalità turistica più lungo di 30 giorni, la comunicazione alla Regione passa dallo stesso servizio.
Cosa facciamo noi
Nelle case che gestiamo in Piemonte, a Torino come in montagna, la comunicazione alla Regione, il CIN, Alloggiati Web e Piemonte Dati Turismo li seguiamo noi. Ogni mese ricevi il rendiconto: le prenotazioni, le spese e la nostra commissione, voce per voce. L’imposta di soggiorno si applica secondo il regolamento del Comune, che fissa tariffe ed esenzioni: come gestirla nella tua casa lo definiamo con te. Per gli aspetti fiscali il riferimento è il tuo commercialista; se hai un dubbio, chiedici. Se la casa alterna soggiorni brevi e contratti di qualche mese, anche le sospensioni fanno parte del lavoro.
Cosa comprende la gestione, e dove lavoriamo, è nella pagina gestione affitti brevi a Torino; il servizio in generale è in gestione affitti brevi. Se vuoi sapere prima cosa può rendere la tua casa, la stima è gratuita.
Domande frequenti
Serve la SCIA per affittare casa a Torino?
Solo se affitti in forma d’impresa, o se superi il numero di appartamenti oltre il quale la legge presume l’impresa: allora la presenti online allo sportello unico del Comune di Torino. Chi affitta da privato non passa dal Comune: fa la comunicazione alla Regione con il servizio Locazioni turistiche e riceve il CIR.
Come si ottiene il CIR in Piemonte?
Chi affitta da privato lo riceve per email dopo la comunicazione online alla Regione, con il servizio Locazioni turistiche: servono codice fiscale, carta d’identità in formato digitale e dati catastali. Chi affitta in forma d’impresa lo ottiene dopo la SCIA al Comune, quando la Provincia o la Città metropolitana registra la casa. In tutti e due i casi il CIR si legge anche su Piemonte Dati Turismo.
Se ho il CIN, serve ancora il CIR?
Sì. In Piemonte il CIN si chiede partendo dal CIR, e la Regione chiede di mostrare il CIR in ogni forma di promozione, portali compresi. Il CIN lo chiede la legge nazionale, in ogni annuncio e all’esterno dello stabile: negli annunci vanno tutti e due.
Quanto è l’imposta di soggiorno a Torino?
La tariffa per le locazioni brevi e turistiche è sulla pagina del Comune per i gestori ed è cambiata il 1° aprile 2026, con il nuovo regolamento. Si paga per persona e per notte, fino a sette notti consecutive, con esenzioni per esempio per i bambini sotto i tredici anni e per gli studenti universitari fuori sede. Portale e scadenze sono sulla stessa pagina del Comune.
Posso passare da affitto breve a transitorio e poi tornare indietro?
Sì. In Piemonte chi affitta da privato comunica alla Regione una sospensione entro dieci giorni dalla firma del contratto transitorio, con le date di inizio e di fine; alla fine la locazione turistica riparte da sola. La sospensione non si annulla né si accorcia, quindi le date vanno scelte bene.
Ve ne occupate voi?
Sì, nelle case che gestiamo: comunicazione alla Regione, CIN, Alloggiati Web e dati per la statistica. L’imposta di soggiorno si applica secondo il regolamento del Comune: come gestirla nella tua casa lo definiamo con te. Restano a te la dichiarazione dei redditi, da vedere con il tuo commercialista, e le pratiche che richiedono la firma del proprietario.
A cura della redazione di Maison Métropole.



