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Guide per chi affitta

Affitti brevi a Roma: le regole da conoscere

Pubblicato il 3 settembre 2026 · 7 min di lettura

Per affittare casa per brevi periodi a Roma, da privato, si presenta una comunicazione di inizio attività al SUAR, lo sportello di Roma Capitale per le attività ricettive, e se ne manda copia alla Regione Lazio. Poi ci si registra su ROSS 1000 Lazio per avere il CIR, il codice regionale che dal settembre 2024 ha preso il posto del CISE, e con il CIR si chiede il CIN. Prima del primo ospite servono anche le credenziali di Alloggiati Web e, per il contributo di soggiorno, l’accesso a GECOS, il sistema del Comune.

Nel Lazio la casa affittata da privato ha un nome preciso, «alloggio per uso turistico», e regole sue, anche su come la si pubblicizza. Qui trovi i passaggi in ordine, con le pagine ufficiali, e cosa c’è davvero negli atti dietro le «nuove regole» di cui si legge.

Regione e Comune cambiano moduli e procedure anche più volte in un anno: prima di muoverti controlla le pagine linkate e, per la parte fiscale, parlane con il tuo commercialista.

Cosa serve per affittare casa a Roma, in ordine

  1. La comunicazione al SUAR, e la sua copia alla Regione Lazio.
  2. Il CIR, registrandoti su ROSS 1000 Lazio.
  3. Il CIN, sulla banca dati del Ministero del Turismo, dichiarando di avere estintore e rilevatori di gas.
  4. Le credenziali di Alloggiati Web. La Questura di Roma accetta le domande solo via PEC, con tutti i documenti in un unico PDF. Come funziona il resto è nella guida ad Alloggiati Web.
  5. Il contributo di soggiorno, secondo il regolamento di Roma Capitale: il sistema del Comune si chiama GECOS. Cos’è e chi lo regola è in la tassa di soggiorno negli affitti brevi.

Gli obblighi validi in tutta Italia, con il calendario delle scadenze, sono nella guida affitti brevi: le regole e gli obblighi del proprietario. Se hai case anche altrove, le regole delle altre regioni in cui lavoriamo sono nelle guide per il Piemonte, Milano e la Lombardia, la Liguria, la Sardegna e la Sicilia.

L’alloggio per uso turistico, nel Lazio

La pagina della Regione Lazio lo descrive così: un’abitazione, o una sua parte, con soggiorno e angolo cottura, in cui si ospita in modo occasionale, non organizzato e non imprenditoriale, senza servizi oltre a quelli che la casa ha già. Si può ospitare anche per una notte sola, in un numero limitato di appartamenti nello stesso Comune, e senza servire cibo né bevande. La casa resta un’abitazione: non serve cambiare la destinazione d’uso.

C’è una regola che riguarda gli annunci. L’alloggio si può pubblicare sulle piattaforme, ma non con il nome di una struttura ricettiva: niente «B&B», «casa vacanze», «affittacamere» o «guest house». Sono tipologie diverse, con regole diverse.

Se vuoi offrire servizi agli ospiti, l’alloggio per uso turistico non basta: le strutture extralberghiere, come le case e appartamenti per vacanze, si avviano con la SCIA al SUAR. La SCIA serve anche per l’alloggio per uso turistico gestito in forma d’impresa. E non conta solo come ti definisci tu: oltre un certo numero di appartamenti affittati nello stesso anno la legge presume l’impresa, e dal 2026 quel numero è più basso. Lo trovi nella guida dell’Agenzia delle Entrate sulle locazioni brevi.

Il SUAR e la copia alla Regione

La comunicazione si presenta solo online, dal portale di Roma Capitale, entrando con SPID, CIE o CNS: nella sezione dei procedimenti si sceglie «Attività ricettive» e poi il modulo giusto. Si può anche agire per conto di un’altra persona, con la funzione apposita. Alla comunicazione si allegano le dichiarazioni sui requisiti e la ricevuta dei diritti di istruttoria. Istruzioni e domande frequenti sono sulla pagina del SUAR.

Poi la Regione Lazio chiede di mandarle via PEC la copia della comunicazione, con il protocollo e la data di accettazione del Comune, insieme al modulo sulla privacy firmato: serve a inserire la casa nella banca dati regionale. Fuori Roma, per esempio a Viterbo, il percorso è lo stesso; cambia lo sportello del Comune a cui mandi la comunicazione.

Il CIR del Lazio, che ha sostituito il CISE

Dal 1° settembre 2024 il CIR è obbligatorio per tutte le strutture ricettive e gli alloggi per uso turistico del Lazio, e ha preso il posto del CISE. Se trovi ancora «CISE» su qualche pagina, anche del Comune, è il vecchio nome: il codice valido è il CIR.

Il CIR non te lo manda nessuno. Ti registri da solo su ROSS 1000 Lazio, con il modulo di auto-registrazione, e alleghi la comunicazione completa, non solo la ricevuta; come data di inizio indichi quella del protocollo. Il codice compare nell’anagrafica della casa, in un formato come 123456-AAA-12345. Con il CIR entri nella banca dati del Ministero, cerchi la casa e chiedi il CIN.

La legge regionale chiede il codice in ogni comunicazione che promuove la casa, la legge nazionale chiede il CIN in ogni annuncio: negli annunci conviene riportarli tutti e due. Sulla stessa piattaforma si comunicano alla Regione arrivi e presenze per la statistica, entro il mese successivo all’arrivo. Come si chiamano i codici nelle altre regioni è in CIN e CIR: che differenza c’è.

Il contributo di soggiorno e GECOS

A Roma l’imposta di soggiorno si chiama contributo di soggiorno. La pagano i non residenti che dormono in strutture ricettive, alloggi per uso turistico e case in locazione breve, per persona e per notte, fino a dieci notti consecutive nell’anno solare nella stessa struttura. Tariffe ed esenzioni sono nel regolamento, sulla pagina di Roma Capitale.

Comunicazioni e dichiarazioni passano da GECOS, il sistema del Comune: cadenze, scadenze e documenti richiesti sono lì e nel regolamento. Oltre alla dichiarazione annuale con il modello nazionale, Roma chiede anche il modello 21, il conto della gestione, e lo vuole anche per i periodi senza ospiti.

Chi ne risponde verso il Comune lo dice la legge nazionale, e la regola riguarda anche i portali: è l’articolo 4 del decreto-legge 50 del 2017, in vigore fino al 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 la disciplina passa nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi, il decreto legislativo 117 del 2026, agli articoli 207 e 208. Per il resto del fisco fa fede la guida dell’Agenzia delle Entrate, e per il tuo caso il commercialista.

Nuove regole e «stretta»: cosa c’è negli atti

Le novità degli ultimi due anni che toccano chi affitta a Roma, negli atti ufficiali, sono queste:

  • Il CIR al posto del CISE, dal 1° settembre 2024, e il CIN nazionale, obbligatorio dal 2025.
  • La SCIA per chi affitta in forma d’impresa, prevista dall’articolo 13-ter del decreto-legge 145 del 2023 e in vigore dal novembre 2024.
  • L’identificazione degli ospiti. Una circolare del Ministero dell’Interno del novembre 2024 chiede di verificare che chi entra sia la persona del documento, e il Consiglio di Stato l’ha confermata nel novembre 2025: la cassetta portachiavi con il solo codice non basta, un videocollegamento all’ingresso che controlla in quel momento chi entra sì. Il dettaglio è in self check-in e keybox: cosa dicono le regole.
  • La presunzione d’impresa, che dal 2026 scatta con meno appartamenti.
  • Il fisco dal 2027, con la disciplina delle locazioni brevi spostata nel nuovo testo unico.
  • Il regolamento del contributo di soggiorno, modificato dall’Assemblea capitolina nel marzo 2024.

Nelle pagine di Roma Capitale e della Regione Lazio citate in questa guida non c’è, a settembre 2026, un divieto di affitti brevi per quartiere né un limite di notti per le case. Se ne leggi, cerca l’atto: una regola di Roma Capitale è una delibera o un’ordinanza pubblicata all’albo pretorio, una regola della Regione è una legge o un regolamento sul suo Bollettino ufficiale. Un annuncio non è ancora una regola.

Cosa facciamo noi a Roma

Nelle case che gestiamo a Roma e nel Lazio, la comunicazione al SUAR, il CIR, il CIN, Alloggiati Web e i dati per la statistica li seguiamo noi. Ogni mese ricevi il rendiconto: le prenotazioni, le spese e la nostra commissione, voce per voce. Il contributo di soggiorno si applica secondo il regolamento di Roma Capitale, che fissa tariffe ed esenzioni: come gestirlo nella tua casa lo definiamo con te. Per gli aspetti fiscali il riferimento è il tuo commercialista; se hai un dubbio, chiedici. L’identità di ogni ospite va verificata all’arrivo, anche a distanza con un videocollegamento, e l’ingresso lo seguiamo noi.

Cosa comprende la gestione è nella pagina gestione affitti brevi a Roma; il servizio in generale è in gestione affitti brevi. Se vuoi sapere prima cosa può rendere la tua casa, la stima è gratuita.

Domande frequenti

Cosa serve per affittare casa a Roma per brevi periodi?

Da privato servono la comunicazione di inizio attività al SUAR di Roma Capitale, la sua copia alla Regione Lazio via PEC, il CIR su ROSS 1000 Lazio e il CIN del Ministero del Turismo. Prima del primo ospite servono anche le credenziali di Alloggiati Web, l’accesso a GECOS per il contributo di soggiorno, l’estintore e i rilevatori di gas e monossido.

Il CISE vale ancora?

No. Dal 1° settembre 2024 nel Lazio il codice regionale è il CIR, che ha sostituito il CISE. Si ottiene registrandosi su ROSS 1000 Lazio ed è il codice da cui si parte per chiedere il CIN.

Serve la SCIA per affittare casa a Roma?

Non per l’alloggio per uso turistico gestito da privato, che parte con una comunicazione al SUAR. La SCIA serve per le strutture ricettive, come le case e appartamenti per vacanze, e per chi affitta in forma d’impresa, anche quando la legge la presume perché si supera un certo numero di appartamenti.

Chi paga il contributo di soggiorno a Roma?

Lo paga l’ospite non residente, per persona e per notte, fino a dieci notti consecutive nell’anno nella stessa struttura. Tariffe ed esenzioni sono nel regolamento di Roma Capitale; comunicazioni e dichiarazioni passano da GECOS, il sistema del Comune.

Quali sono le nuove regole sugli affitti brevi a Roma?

Negli atti ufficiali: il CIR al posto del CISE e il CIN nazionale, la SCIA per chi affitta in forma d’impresa, l’obbligo di verificare l’identità degli ospiti confermato dal Consiglio di Stato nel 2025, e dal 2026 una presunzione d’impresa che scatta con meno appartamenti. Nelle pagine di Roma Capitale e della Regione citate in questa guida non c’è un divieto per quartiere.

Ve ne occupate voi?

Sì, nelle case che gestiamo a Roma e nel Lazio: comunicazione al SUAR, CIR, CIN, Alloggiati Web e dati per la statistica. Il contributo di soggiorno si applica secondo il regolamento di Roma Capitale: come gestirlo nella tua casa lo definiamo con te. Restano a te la dichiarazione dei redditi, da vedere con il tuo commercialista, e le pratiche che richiedono la firma del proprietario.

A cura della redazione di Maison Métropole.

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