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Una parete di roccia chiara modellata dal mare, con una piccola grotta in ombra e l’acqua turchese in primo piano

Guide per chi affitta

Affitti brevi in Sicilia: CIR e regole

Pubblicato il 27 luglio 2026 · 7 min di lettura

In Sicilia una casa affittata ai turisti è una locazione turistica, regolata dalla legge regionale 6 del 2025 e dal decreto dell’Assessorato che ne fissa i requisiti. Per ogni casa servono la comunicazione alla Regione con il modello dell’Allegato B, il CIR, il codice regionale che si ottiene sul portale dell’Osservatorio turistico, e il CIN nazionale. A ogni soggiorno gli ospiti vanno comunicati alla Questura e all’Osservatorio, e dove il Comune applica l’imposta di soggiorno si segue il suo regolamento.

Chi affittava già prima del giugno 2025 doveva mandare l’Allegato B entro il 30 giugno 2026. Chi l’ha mandato ma aspettava documenti da altri uffici ha tempo fino al 30 dicembre 2026 per completarlo.

In Sicilia le regole sono cambiate più volte nell’ultimo anno, fra decreti, una sentenza del TAR e una legge regionale: prima di muoverti verifica sugli atti linkati e con l’ufficio regionale, e per il fisco con il tuo commercialista.

Le regole in Sicilia: legge regionale e decreto

La cornice è la legge regionale 25 febbraio 2025, n. 6, sulla disciplina delle strutture turistico-ricettive. I requisiti sono nel decreto assessoriale 2104 del 25 giugno 2025, corretto ad agosto 2025 e modificato dal decreto 1920 del 24 giugno 2026. Quest’ultimo ha applicato una sentenza del TAR Sicilia del 4 maggio 2026, che aveva annullato dodici requisiti, e una legge regionale del 27 maggio 2026.

Per una casa affittata ai turisti, le regole che contano:

  • Non si classifica. La locazione turistica non ha stelle; dal giugno 2026 il decreto parla di «dimore destinate in tutto o in parte a locazioni brevi o turistiche» e le mette fra le «altre forme di ospitalità».
  • Una casa, una comunicazione. Ogni unità con ingresso e cucina propri conta come una casa, identificata da foglio, particella e subalterno catastale.
  • La sicurezza è obbligatoria: estintore e rilevatori di gas e di monossido, come chiede anche la legge nazionale sul CIN.
  • Da privato o da impresa. Oltre un certo numero di case gestite dalla stessa persona, per la Regione l’attività è imprenditoriale e serve la SCIA allo sportello unico del Comune. Il decreto di giugno 2026 ha abbassato quel numero: controllalo nel testo se ne affitti più d’una.
  • Il nome. Nemmeno una locazione turistica può chiamarsi «Luxury», «Boutique», «Resort» o «Country», o usare sinonimi, senza l’autorizzazione del Dipartimento del turismo.

A differenza delle strutture ricettive, la locazione turistica non ha l’obbligo della polizza di responsabilità civile verso gli ospiti.

L’Allegato B: cosa contiene e cosa allegare

L’Allegato B è la «comunicazione relativa agli alloggi locati per finalità turistiche». Nella versione aggiornata a giugno 2026 è indirizzato al Dipartimento regionale del turismo e si manda via PEC. Si compila una scheda per ogni casa, con:

  • i dati di chi affitta e il titolo per cui dispone della casa, per esempio la proprietà;
  • indirizzo, piano, interno e dati catastali;
  • camere, posti letto e bagni, riscaldamento, aria condizionata, dotazione della cucina;
  • le dotazioni obbligatorie, cioè rilevatore di monossido di carbonio, rilevatore di gas ed estintore;
  • i siti su cui la casa è pubblicizzata, con il nome usato su ciascuno.

Vanno allegati la planimetria catastale aggiornata, la visura catastale, il certificato di abitabilità o la segnalazione certificata di agibilità, e le perizie asseverate degli impianti elettrico, gas e idrico. Il modello lo scrive in chiaro: la casa deve avere l’abitabilità o l’agibilità.

Una novità del 2026: il limite di quattro posti letto per camera, previsto nel 2025, è stato annullato dal TAR per le attività nelle civili abitazioni ed è sparito dal modello.

Le scadenze del 2026, per chi affittava già

Le locazioni turistiche già attive quando è uscito il decreto, nel giugno 2025, dovevano adeguarsi entro il 30 giugno 2026, mandando l’Allegato B alla PEC del Servizio turistico indicata nel decreto di giugno.

Il decreto 1920 ha aggiunto una via d’uscita per chi non aveva tutti i documenti: se l’Allegato B è partito entro il 30 giugno e le pratiche per i documenti mancanti erano già avviate presso gli uffici che li rilasciano, la documentazione tecnica si può integrare entro il 30 dicembre 2026. Dopo, la Regione considera cessata l’attività e revoca il CIR e il CIN.

Attenzione a una confusione frequente: la proroga al 30 giugno 2027 decisa a giugno riguarda le strutture ricettive classificate, come i B&B e le case vacanze. Per le locazioni turistiche la data è rimasta il 30 giugno 2026.

CIR, CIN e dati degli ospiti

Il CIR, codice identificativo regionale, è stato istituito nel 2022 per le strutture ricettive e per gli alloggi a uso turistico: la circolare della Regione spiega come si chiede. Si ottiene registrando la casa sul portale dell’Osservatorio turistico regionale, il sistema che i decreti chiamano ancora Turist@t, e i codici assegnati sono in un elenco pubblico. Con il CIR si chiede il CIN sulla banca dati del Ministero del Turismo; il CIN va esposto all’esterno, sul sito e in ogni forma di pubblicità. I passaggi sono nella guida al CIN per gli affitti brevi, e il confronto fra i codici delle regioni è in CIN e CIR: che differenza c’è.

Sullo stesso portale si comunicano gli ospiti per la statistica. Le regole, dalle informazioni dell’Osservatorio:

  • Ogni giorno si registrano arrivi e partenze, anche quando non c’è nessuno: i giorni senza movimento si chiudono uno per uno.
  • Il mese si consolida entro il 5 del mese successivo; fino ad allora le date di partenza si possono correggere.
  • Il documento serve per il capofamiglia o il capogruppo, non per ogni ospite.
  • Un inserimento, due obblighi: dopo il check-in il portale genera il file per Alloggiati Web.

La comunicazione alla Questura resta obbligatoria, entro 24 ore dall’arrivo e dopo aver verificato l’identità dell’ospite: come si fa è in Alloggiati Web: come si comunicano gli ospiti alla Questura.

Palermo e Marzamemi: cosa fa il Comune

A Palermo il Comune non aggiunge regole sue per aprire un affitto breve: la disciplina è quella regionale. Con il Comune hai a che fare per l’imposta di soggiorno: la paga l’ospite, per notte, e tariffe ed esenzioni sono nel regolamento. Portale, comunicazioni e documenti da conservare sono raccolti nel vademecum del Comune per le locazioni brevi e sul portale dell’imposta. Il vademecum chiede anche di informare gli ospiti dell’imposta e delle esenzioni.

Sulle prenotazioni fatte su Airbnb, per un accordo con il Comune in vigore dal 2018, l’ospite paga l’imposta sulla piattaforma quando prenota.

A Marzamemi, in provincia di Siracusa, le regole regionali sono le stesse. Per l’imposta di soggiorno vale il regolamento del Comune in cui si trova la casa.

Chi ne risponde verso il Comune lo dice la legge nazionale, e la regola riguarda anche le piattaforme: è l’articolo 4 del decreto-legge 50 del 2017, in vigore fino al 31 dicembre 2026; dal 1° gennaio 2027 la disciplina passa nel nuovo testo unico delle imposte sui redditi, il decreto legislativo 117 del 2026. Per il fisco dell’affitto la fonte è la guida dell’Agenzia delle Entrate sulle locazioni brevi, aggiornata ad aprile 2026, e il riferimento per il tuo caso è il commercialista.

Cosa facciamo per una casa in Sicilia

In Sicilia gestiamo case a Palermo e a Marzamemi. In queste case l’Allegato B, il CIR, il CIN, l’Osservatorio e Alloggiati Web li seguiamo noi, e ogni mese ricevi il rendiconto: le prenotazioni, le spese e la nostra commissione, voce per voce. L’imposta di soggiorno si applica secondo il regolamento del Comune, che fissa tariffe ed esenzioni: come gestirla nella tua casa lo definiamo con te. Per gli aspetti fiscali il riferimento è il tuo commercialista; se hai un dubbio, chiedici. Se la casa è già avviata, partiamo da un controllo: che l’Allegato B sia partito, che la documentazione sia completa, che i codici siano attivi.

Il servizio è nella pagina della gestione affitti brevi a Palermo; gli obblighi validi in tutta Italia sono in affitti brevi: le regole e gli obblighi del proprietario, e cosa cambia per una casa al mare è in affittare la tua casa al mare. Se hai case anche altrove, le regole delle altre regioni in cui lavoriamo sono nelle guide per il Piemonte, Milano e la Lombardia, Roma e il Lazio, la Liguria e la Sardegna. Se vuoi sapere prima cosa può rendere la tua casa, la stima è gratuita.

Domande frequenti

Cos’è l’Allegato B per gli affitti brevi in Sicilia?

È il modello di comunicazione degli alloggi locati per finalità turistiche, previsto dal decreto assessoriale 2104 del 2025 e aggiornato a giugno 2026. Contiene i dati di chi affitta e della casa, la dotazione e i siti su cui è pubblicata; si allegano planimetria e visura catastale, abitabilità o agibilità e le perizie sugli impianti elettrico, gas e idrico.

Entro quando va inviato l’Allegato B?

Chi affittava già quando è uscito il decreto, nel giugno 2025, doveva mandarlo entro il 30 giugno 2026 via PEC al Servizio turistico regionale. Chi l’ha mandato in tempo ma aspettava documenti da altri uffici, con le pratiche già avviate, può integrare la documentazione tecnica entro il 30 dicembre 2026; dopo, la Regione revoca CIR e CIN.

Cos’è il CIR in Sicilia e come si ottiene?

È il codice identificativo regionale, istituito nel 2022 per strutture ricettive e alloggi a uso turistico. Si ottiene registrando la casa sul portale dell’Osservatorio turistico della Regione, lo stesso su cui poi si comunicano gli ospiti per la statistica. Con il CIR si chiede il CIN al Ministero del Turismo.

Serve la SCIA per gli affitti brevi in Sicilia?

Solo se l’attività è imprenditoriale: allora va presentata allo sportello unico per le attività produttive del Comune. Per la Regione l’attività diventa imprenditoriale oltre un certo numero di case gestite dalla stessa persona, un numero abbassato dal decreto di giugno 2026. Chi affitta da privato manda la comunicazione con l’Allegato B.

Vale ancora il limite di quattro posti letto per camera?

No, per le case. Il limite era previsto dal decreto del 2025, ma il TAR Sicilia lo ha annullato per le attività svolte nelle civili abitazioni, e il decreto di giugno 2026 lo ha tolto dal modello dell’Allegato B. Restano i requisiti di sicurezza e l’abitabilità della casa.

Chi paga l’imposta di soggiorno a Palermo?

La paga l’ospite, per notte, secondo il regolamento del Comune, che fissa tariffe ed esenzioni; portale e adempimenti sono nel vademecum del Comune per le locazioni brevi. Sulle prenotazioni fatte su Airbnb, per un accordo con il Comune, l’ospite la paga sulla piattaforma quando prenota.

A cura della redazione di Maison Métropole.

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