Il CIN è il codice nazionale che il Ministero del Turismo assegna a ogni casa affittata per brevi periodi. Il CIR è il codice della regione, e ogni regione lo chiama a modo suo. Non si sostituiscono: nella maggior parte delle regioni si chiede prima il codice regionale, e il CIN nasce da quello.
Qui sotto trovi la differenza in poche righe e poi, regione per regione, il nome vero del codice e la pagina ufficiale dove si chiede, per le sette regioni in cui gestiamo case.
Le procedure regionali cambiano spesso, a volte con una semplice delibera: prima di muoverti, verifica sulla pagina ufficiale della tua regione.
CIN e CIR: la differenza in breve
- Chi lo rilascia. Il CIN lo assegna il Ministero del Turismo, sulla sua banca dati delle strutture ricettive. Il codice regionale lo rilascia la regione, con la sua piattaforma; in Valle d’Aosta lo rilascia il Comune.
- Dove vale. Il CIN è uguale in tutta Italia e serve a tutti. Il codice regionale esiste dove la regione lo ha istituito, con il nome che ha scelto.
- Cosa porta con sé. Quasi ovunque, insieme al codice regionale arrivano le credenziali del sistema con cui si mandano i dati degli ospiti per la statistica.
- Dove si scrive. Il CIN va esposto all’esterno dello stabile e scritto in ogni annuncio. Per il codice regionale ogni regione ha le sue regole, e le trovi più sotto.
Perché il codice regionale viene prima
Lo dice la legge che ha istituito il CIN, l’articolo 13-ter del decreto-legge 145/2023. Nelle regioni che hanno un codice proprio, il CIN è quel codice ricodificato: la regione aggiunge il prefisso fornito dal Ministero e trasmette i dati alla banca dati nazionale. Il CIN si chiede direttamente al Ministero solo dove la regione non ha un codice, o non lo rilascia nei tempi.
In tutte le regioni in cui lavoriamo l’ordine è quindi lo stesso: prima il codice regionale, poi il CIN sulla banca dati nazionale, entrando con SPID o CIE. La Regione Liguria lo scrive senza giri di parole: il CIN «corrisponde» al codice regionale. La richiesta del CIN, passo per passo, è nella guida al CIN per gli affitti brevi.
Come si chiama il codice, regione per regione
Valle d’Aosta: CIR, rilasciato dal Comune
Si chiama CIR, codice identificativo regionale, e lo ha istituito la legge regionale 11 del 2023. La dichiarazione si manda al Comune attraverso la piattaforma regionale «Locazioni turistiche», e il codice lo rilascia il Comune, nel formato «Alloggio ad uso turistico - VDA - nome del Comune - numero». La legge vuole il CIR leggibile su ogni canale in cui la casa è pubblicizzata e, se la casa è in un condominio, comunicato all’amministratore. Dopo il CIR si chiede il CIN. La procedura è sulla pagina della Regione.
Piemonte: CIR, codice identificativo di riconoscimento
In Piemonte la sigla è la stessa, ma sta per codice identificativo di riconoscimento. Chi affitta da privato fa la comunicazione online con il servizio «Locazioni turistiche»: la comunicazione arriva al Comune e alla Provincia, e il locatore riceve per email il CIR di ogni immobile e le credenziali di Piemonte Dati Turismo (ROSS 1000), dove si trasmettono i dati degli ospiti. Servono il codice fiscale, la carta d’identità in formato digitale e i dati catastali. Tutto sulla pagina della Regione.
Lombardia: CIR, codice identificativo di riferimento
In Lombardia CIR sta per codice identificativo di riferimento, e coincide con il codice generato dal sistema regionale ROSS1000. Si parte da una comunicazione di avvio al SUAP del Comune; la Provincia, o la Città metropolitana di Milano, dà poi l’accesso a ROSS1000, dove si trova il codice. Con il CIR si chiede il CIN. La procedura è sulla pagina della Regione.
Liguria: CITR e CITRA
In Liguria i codici sono due, e nessuno dei due si chiama CIR. Il CITR, codice identificativo turistico regionale, è per le strutture ricettive. Il CITRA, codice identificativo turistico regionale appartamenti, è per le case date in locazione turistica o breve, e si ottiene registrandosi su ROSS1000. Poi si chiede il CIN, che corrisponde al CITRA. I due codici sono spiegati sulla pagina della Regione.
Lazio: CIR, che ha sostituito il CISE
Nel Lazio il CIR, codice identificativo regionale, è obbligatorio dal 1° settembre 2024 per tutte le strutture ricettive e gli alloggi a uso turistico. Ha preso il posto del CISE, il codice delle strutture extralberghiere, che si poteva usare fino al 31 agosto 2024: se in un vecchio annuncio c’è ancora un CISE, non vale più. Il CIR si chiede sulla banca dati regionale ROSS1000 ed è il passo che precede il CIN. La procedura è sulla pagina della Regione.
Sardegna: IUN, non CIR
In Sardegna il codice non si chiama CIR ma IUN, identificativo univoco numerico. Per una locazione breve si comunica prima al Comune la disponibilità della casa, poi si chiede lo IUN online sulla piattaforma RLO, il registro delle locazioni occasionali, con SPID, CIE o CNS. Arrivano due email: una con lo IUN, una con le credenziali di ROSS1000 per la statistica. Dopo 24 ore si può chiedere il CIN. Tutto sulla pagina della Regione.
Sicilia: CIR
In Sicilia il CIR, codice identificativo regionale, è stato istituito nel 2022 per le strutture ricettive e gli alloggi a uso turistico: la circolare della Regione spiega il decreto che lo ha introdotto. La registrazione si fa sul portale dell’Osservatorio turistico regionale, che raccoglie anche arrivi e presenze per la statistica e pubblica l’elenco dei codici assegnati.
Negli annunci: CIN, codice regionale o tutti e due?
Il CIN sempre: lo chiede la legge nazionale, in ogni annuncio e all’esterno dello stabile. Per il codice regionale le regioni non dicono tutte la stessa cosa.
- Lombardia: dopo aver ottenuto il CIN, negli annunci e nel materiale promozionale basta il CIN, come spiega la nota della Regione sul CIN.
- Sardegna: l’obbligo di indicare lo IUN nella promozione online si può assolvere con il CIN.
- Valle d’Aosta: la legge regionale vuole il CIR leggibile su ogni canale.
- Le altre regioni: controlla la pagina ufficiale linkata sopra. Nel dubbio, sulla stessa pagina trovi i contatti dell’ufficio regionale.
Come si verifica un codice
Il CIN si controlla sulla pagina pubblica di ricerca del Ministero. Alcune regioni pubblicano anche i propri codici: la Sardegna ha un registro pubblico degli IUN, la Sicilia l’elenco delle strutture con CIR.
Conviene farlo quando compri o erediti una casa già affittata, o quando cambi gestore: il codice è legato alla casa e a chi la affitta, e un cambio di titolare di solito va comunicato. In Sardegna, per esempio, il subentro nello IUN ha una procedura sua.
Se hai case in più regioni
Ogni regione ha il suo codice, la sua piattaforma e le sue scadenze: i dati per la statistica, per dire, in Piemonte si mandano entro il 10 del mese dopo, in Valle d’Aosta entro il 5. Chi ha una casa a Torino e una in Liguria tiene due procedure diverse, con due password diverse. Il quadro completo degli obblighi è nella guida affitti brevi: le regole e gli obblighi del proprietario, e quello di ogni regione nelle guide per il Piemonte, Milano e la Lombardia, Roma e il Lazio, la Liguria, la Sardegna e la Sicilia.
È il lavoro che facciamo ogni giorno nelle sette regioni in cui gestiamo case: il codice regionale, il CIN e le comunicazioni fanno parte della gestione affitti brevi. Se la casa è già avviata non rifacciamo niente: controlliamo che i codici ci siano e siano in regola, e ci muoviamo solo su quello che manca. Se vuoi capire prima cosa può rendere, la stima è gratuita.
Domande frequenti
CIN e CIR sono la stessa cosa?
No. Il CIN è il codice nazionale assegnato dal Ministero del Turismo; il CIR è il codice della regione. Nelle regioni che hanno un codice proprio il CIN nasce da quello: è il codice regionale ricodificato con un prefisso del Ministero.
Se ho il CIN, serve ancora il CIR?
Sì, dove la regione lo prevede: in quelle regioni senza il codice regionale il CIN non si ottiene. Negli annunci, invece, alcune regioni si accontentano del CIN, come la Lombardia; la Valle d’Aosta vuole anche il CIR.
Cosa significa CIR?
Dipende dalla regione. In Piemonte è il codice identificativo di riconoscimento, in Lombardia il codice identificativo di riferimento, nel Lazio, in Sicilia e in Valle d’Aosta il codice identificativo regionale. La funzione è la stessa: identificare la casa nella banca dati della regione.
Cos’è il CITRA in Liguria?
È il codice identificativo turistico regionale per gli appartamenti dati in locazione turistica o breve. Si ottiene registrandosi su ROSS1000, e il CIN che si chiede dopo corrisponde al CITRA. Il CITR, con una lettera in meno, è per le strutture ricettive.
Cos’è lo IUN in Sardegna?
È l’identificativo univoco numerico, il codice regionale della Sardegna. Per una locazione breve si chiede online sulla piattaforma RLO dopo aver comunicato la casa al Comune. Con lo IUN arrivano le credenziali per la statistica, e 24 ore dopo si può chiedere il CIN.
E se la mia regione non ha un codice suo?
Allora il CIN si chiede direttamente al Ministero del Turismo, sulla banca dati nazionale, dichiarando i dati catastali e i requisiti di sicurezza. Lo prevede l’articolo 13-ter del decreto-legge 145/2023. Nelle sette regioni in cui lavoriamo il codice regionale c’è.
A cura della redazione di Maison Métropole.



